Messaggio di Medjugorje del 21 luglio 1982

"Cari figli! Vi invito a pregare e a digiunare per la pace del mondo. Voi avete dimenticato che con la preghiera e il digiuno si possono allontanare anche le guerre e persino sospendere le leggi naturali. Il digiuno migliore è a pane e acqua. Tutti, eccetto gli ammalati, devono digiunare. L'elemosina e le opere di carità non possono sostituire il digiuno"

Messaggio della Madonna di Medjugorje del 21 luglio 1982
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"Madre mia, fiducia mia!". E' preghiera semplice e breve, profonda e traboccante d'amore

"Madre mia". E' il riconoscimento della sua missione: siamo suoi figli a lei affidati dal Salvatore del mondo.
"Madre mia". E' l'esclamazione esultante del bimbo, sicuro, accanto al cuore della Madre di tutte le mamme.
"Madre mia". E' consolante certezza del suo materno accompagnamento.

"Fiducia mia". Oh Maria, sei il volto materno di Dio. In te contemplo la purezza della santità a cui anelo.
"Fiducia mia". Tu conosci i miei bisogni e intervieni. Tu brilli come segno di sicura speranza e di consolazione.
"Fiducia mia". Tu, Madre di Misericordia, mi dischiudi il cammino verso il Regno dei cieli. E quando le difficoltà mettono a dura prova la mia fiducia e la mia speranza, io ripeterò sempre: "Maria: Madre mia, fiducia mia".

Tratto dagli scritti di:
Giuseppe Costanzo -Arcivescovo.
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"La sacra Scrittura è sobria nei confronti di Maria; non bisogna però ingannarsi su questo silenzio. Quando di una creatura si è detto che è Madre di Gesù e che Gesù è Dio, non si può certo aggiungere altro a sua lode e gloria". - C. Charlier -
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Angeli miei, non abbiate paura di nulla perché io vi sono vicina e vi proteggo. Qualunque problema abbiate,chiamatemi ed io verro' subito da voi e vi aiutero' a risolvere le difficolta' nel miglior modo possibile... (Messaggio del 4 Marzo 1982)

giovedì 31 maggio 2012

Festa della visitazione: Maria si reca da Santa Elisabetta.

GRAZIE GESU' PER AVERCI DONATO MARIA!

GRAZIE MARIA PER AVER DETTO SI ALLA VOLONTA' DI DIO CHE CI HA DONATO LA

VITA ETERNA: GESU' CRISTO SIGNORE NOSTRO!


MARIA MADRE DELLA PERPETUA VISITAZIONE:

PREGA PER NOI!

3 AVE MARIA

lunedì 28 maggio 2012

Catena di preghiera per la Santa Chiesa e il Santo Padre

Formiamo una catena di preghiera per sostenere Il Santo Padre Benedetto XVI e la Santa Chiesa, affinché i venti contrari che satana cerca di scagliare contro di essa, per discreditarla e portare tante anime alla perdizione, l’inferno, si infrangano sullo scudo della fede e della perseveranza dei suoi fedeli che hanno in Cristo Gesù' l'unico Signore e Maestro, reale Via, Verità e Vita.

Ogni giorno impegnamoci a recitare:

1 Padre nostro
1Ave Maria
1 Gloria al Padre...
…per le intenzioni del Sommo Pontefice e le necessità della Chiesa.
Grazie a tutti!
Che Iddio, Padre onnipotente e di misericordia, vi ricompensi per quest’atto di carità a favore di tutto il genere umano, perché è dalla Chiesa che sgorgano gl’unici sacramenti di vita eterna: la Santa confessione e nella Messa, l'Eucaristia.

sabato 19 maggio 2012

Padre Livio: "La festa dell'Ascensione ci indica la nostra meta".

Cari amici,

la festa dell'Ascensione ci indica il destino ultimo dell'uomo. La vita è un cammino dal tempo all'eternità e il Cielo è la meta a cui tendere.

Si possono fallire tutti gli obbiettivi terreni, ma saremo usciti vittoriosi dalla prova se avremo raggiunto quello eterno.

Al contrario, invano avremo guadagnato il mondo intero, se poi avremo perso la nostra anima.

Impostiamo la nostra vita nella direzione giusta e la nostra giornata in modo tale che sia un passo verso la meta, dove Gesù ci ha preparato un posto.

Vostro Padre Livio.

giovedì 10 maggio 2012

Testimonianza di conversione a Medjugorje

Carissimo Padre Giulio Maria, le racconto brevemente la storia della conversione di mia moglie Diana. Tenga presente che una conversione è difficile raccontarla brevemente.

Mia moglie prima di andare a Medjugorje era lontanissima dalla Fede, odiava Preti e Suore, non andava mai a Messa, non pregava mai, e non so a questo punto se credesse in Dio.

Io a differenza sua sono cresciuto sempre con Fede, magari immatura (mi serve questo San Francè... ok, ottenuto e arrivederci a come prima).

Verso gli inizi del Settembre 2010 sento improvvisamente una voglia incredibile di andare a Medjugorje, non so se per curiosità o per voglia di purificazione, so solo che decisi di andare.

Mi informo e dico a mia moglie: Vado a Medjugorje.

Lei mi dice: Vengo anche io, ma io le rispondo: Guarda che io vado lì a pregare, non ci sono negozi di moda per fare shopping. Finita la conversazione per una serie di casualità (se così vogliamo definirle), partiamo insieme e da lì la nostra vita sarebbe cambiata (perché oltre a lei sono cambiato radicalmente anche io) totalmente.

Era il 1 Ottobre 2010, andammo ad ascoltare la testimonianza di Mirjana (la quale prega per le conversioni!), mia moglie era seduta su un muretto in quanto c'era un fiume di gente, io invece ero seduto su un pratino a circa cinque metri da lei.

Ascoltai attentamente tutte le parole di Mirjana, erano parole pieni di Fede e di amore.

Improvvisamente mi girai e vidi il volto di mia moglie più sereno.

Al termine della testimonianza notai mia moglie farsi il segno della Croce, era la prima volta che glielo vedevo fare in 9 anni di matrimonio (matrimonio in Chiesa escluso)... Mi avvicinai a lei per prenderla in braccio e un signore che passava vicino disse: Speriamo che la Madonna possa compiere tanti miracoli... io lo guardai e dissi: A me uno lo ha fatto in questo momento... mia moglie si è convertita... guardai Diana e il suo sorriso dolce mi illuminò gli occhi.

Ma caro Padre il bello doveva ancora venire perché la Madonna non lascia a metà le sue opere! La mattina dopo andammo sul Podbrdo alla croce blu per assistere all'apparizione.

Eravamo tutti accalcati uno sull'altro e mia moglie era dietro di me sempre quei tre, quattro metri distante. A un certo punto, alle 8.45 circa la Madonna scese sulla terra, io ovviamente invece di pregare cercavo di vederla (pensi un po' che fede avevo!)

Finita l'apparizione mi girai e vidi mia moglie piangere di gioia (le dirò il motivo solo in privato Padre se vorrà).

Ciò che conta è che da quell'esatto momento, mia moglie si mise al collo un bellissimo Rosario (non c'è altra collana che porti ogni giorno), và a Messa sempre (lavoro e turni permettendo), prega con il cuore e spesso recita con me il Rosario.

Io, Padre, dopo l'apparizione andai davanti la Chiesa di San Giacomo e piansi per due ore di seguito, mi sentii il cuore come in una crosta che man mano si liberava per tornare a pulsare d'amore per Gesù e Maria.

Ora io e mia moglie recitiamo il Rosario ogni giorno, andiamo sempre a Messa, cerchiamo di compiere opere di carità, cerchiamo di perdonare.

Siamo tornati a Medjugorje altre due volte, in una abbiamo comprato una statua della Madonna proprio in un negozio di fronte alla Chiesa e l'abbiamo donata alla nostra parrocchia.

Il parroco (che sarebbe un'altra storia interessante) Don Piermaria Delvecchio ha formato un gruppo di preghiera della Regina della Pace e ci ritroviamo ogni venerdì sera per vivere i cinque sassi che ha detto Maria Santissima nei suoi messaggi.

Questo è Medjugorje e questa è la storia della conversione mia e di mia moglie.

Un abbraccio e che Dio la benedica sempre.

Christian Ferrante

domenica 6 maggio 2012

La Madonna ci prega dal suo Cuore: seguite mio Figlio Gesù Cristo!

Cari amici,

Nel messaggio del 2 Maggio la Regina della pace ci rivolge una sequenza impressionante di accorati appelli che hanno un carattere ultimativo e che dobbiamo imprimere con caratteri indelebili nel nostro cuore e meditarli specialmente in questo mese mariano.


" Datemi le vostre mani", "Permettete che io vi guidi", Non rifiutate il sacrificio di mio Figlio", "Non rinnovate la sua sofferenza", "Non chiudete a voi stessi la porta del paradiso", "Non perdete tempo", "Non siate duri di cuore". "Confidate in me", "Adorate mio Figlio", "Non potete andare avanti senza pastori" , "Siano ogni giorno nelle vostre preghiere".

Cari amici, lasciamo che ognuna di queste esortazioni della Madre penetri nel profondo della nostra anima, svegliandola dal sonno stanco in cui è immersa.

Vostro Padre Livio

venerdì 20 aprile 2012

SONO IL SECONDO CURATO D'ARS


Quella mattina, a Medjugorje, faccio una conferenza a dei pellegrini francesi, nella saletta video vicino alla cappella dell'Adorazione. Avendo esaurientemente spiegato la chiamata alla santità lanciata da Maria al mondo, mi dico: "Adesso ci vuole un esempio molto forte di cui si possano ricordare..." E mi torna in mente un aneddoto della vita del Santo Curato d'Ars (Santo Francese, protettore dei Sacerdoti) - Conoscete tutti il santo Curato d'Ars. Sapete fino a che punto attirasse i più grandi peccatori per ricondurli a Dio. La sua santità era molto grande e le numerose vittorie che otteneva per le anime irritavano enormemente Satana che veniva spesso a tormentarlo, per fargli abbandonare il suo compito. Anche di notte gli impediva di dormire con i suoi brutti scherzi, tentava di far bruciare il letto, ecc.
Un giorno in cui il santo curato gli aveva strappato un gran numero di anime, Satana non si trattenne più e, furiòso, gli fece questa confidenza: "Se in Francia ne trovassi solo tre come te, non potrei più metterci piede!" Tre grandi santi come il Curato d'Ars sarebbero dunque bastati a impedire a Satana di compiere le sue azioni sinistre in Francia? Che potenza inimmaginabile ha la santità di un solo uomo! Un santo da solo è più potente per il suo paese e per il mondo di un Presidente della Repubblica! Purtroppo in Francia non c'erano gli altri due santi che avrebbero potuto completare questa protezione. - Scrutando il gruppo davanti a me, dico: - Chi fra voi vuole diventare i due santi che mancano?Costernazione generale. Nessuno si aspettava una simile richiesta! Mentre attendevo le reazioni, mostrando chiaramente che non avrei continuato prima di aver visto due mani alzarsi, ho visto due manine in prima fila che si offrivano volontarie. - Io, suora, io! - E anch'io! Due bambine di sette e otto anni accettavano la sfida! Sarebbero diventate le due sante indispensabili alla Francia. Deglutisco per impedire alle lacrime di colare.. E' mai possibile che siano solo delle bambine che rispondono... e con tutta la purezza del loro cuoricino! Dopo la conferenza spiego loro come fare a diventare sante e quanto la Gospa sia felice della loro decisione. Come le aiuterà, giorno per giorno, senza mai abbandonarle, e come il loro "SI" generoso sia prezioso, infinitamente prezioso per Lei. Le bambine prendono insieme la decisione di vivere i messaggi e di aiutarsi reciprocamente. E poi partono....
Tre anni più tardi faccio una conferenza vicino a Nizza (Francia). Si era radunata una grande folla. Mentre provo il microfono prima di prendere la parola, sento una manina che tira il mio scapolare. Mi volto e vedo un musetto di dieci anni che mi sorride fino alle orecchie e mi dice: - Suora mi riconosce? Sono il secondo Curato d'Ars! Come avrei potuto dimenticare! Di nuovo le lacrime mi salgono agli occhi e faccio fatica a trattenerle. - Magnifico!- dico in un soffio. - E anche lei, suora, la riconosce? E' il terzo Curato d'Ars! Quei due tesorini avevano mantenuto la promessa alla Madonna, contro tutto e tutti, e tre anni più tardi venivano ad annunciarmelo con fierezza! - E' duro,- mi disse una di loro dopo la conferenza - soprattutto a scuola. Molti ci prendono in giro. Ma noi non ci lasciamo schiacciare, sentiamo che Maria ci aiuta, è fan-tastico! - A proposito, volevo chiederle: l'altro giorno un ragazzo mi ha decisamente insultata davanti a tutti e con cattiveria per di più. Crede che avrò la corona del martirio? Il Regno dei Cieli appartiene ai bambini e a coloro che assomigliano loro. La piccola Sofia continua a scrivermi. Pensa a una vocazione, preghiamo tutti per lei!

di Suor Emmanuel
Lascia un impero industriale per seguire la Regina della Pace: La grazia della confessione lo libera

pubblicata da Maria a Medjugorje il giorno venerdì 20 aprile 2012 alle ore 8.25 ·
 
 
Hubert Liebherr è l’unico erede della ditta Liebherr di fama internazionale. L’ho conosciuto per caso a Marienfried (Maria della Pace — vedi Eco 57 e 58), luogo di apparizioni non riconosciute dalla chiesa, ma dove non è raro imbattersi in vescovi o prelati che presiedono servizi religiosi. E’ nato nel '50 a Memmingen dopo 5 sorelle da genitori cattolici. A 13 anni fu messo in un convitto, ma stava troppo bene per servire Dio e a poco a poco diventò ateo. Era il tempo della contestazione studentesca degli anni '60. Ottenne il diploma di ingegnere architetto e cominciò ad aiutare il padre nell’impresa in Germania e all’estero.

Nel 1981 ebbe un incidente d’auto ad un incrocio: le due vetture furono ridotte a rottami. I due conducenti ne uscirono illesi. Solo due anni più tardi Hubert notò a 5 metri da quell’incrocio una cappelletta con la grotta di Lourdes. Una forza irresistibile lo portò ad entrare: era il primo passo verso Dio dopo tanti anni. Davanti all’immacolata comprese che c’era un rapporto tra Lei e il suo incidente. Sua madre gli aveva parlato di Lourdes e di Fatima. Acquistò poi un libro sulle apparizioni di Fatima e constatò che le predizioni sulla Russia si erano avverate.

Tornò ancora alla cappellina: la Vergine a Fatima non aveva promesso soccorso a chi si fosse confessato e comunicato per i primi sabati di 5 mesi consecutivi, recitando il Rosario? Hubert aveva un grosso problema nella sua azienda e promise alla Madonna di fare i 5 sabati in quella cappella perchè Lei lo risolvesse, Allora non sapeva più nemmeno il Padre Nostro, ma Maria lo aiutò.

Poi pensò di andare a Fatima nel 70° anniversario e ritornò alla cappella per chiedere un segno se doveva fare o meno questo viaggio. Avvertì una corrente fortissima che gli attraversava il corpo: era il segno. A Fatima passò 3 giorni bellissimi nell’87.

Durante il viaggio l’amico gli parlò di Medjugorje ed egli sentì subito una grande attrattiva per questo luogo cui volò in aereo appena ritornato. Lui, il miliardario Liebherr, si aspettava grandi miracoli e si vergognava a pregare in pubblico, perchè lì c’erano molti tedeschi. Sul Krizevac provò forti nausee e capogiri, lui che stava sempre bene. Si ricordò poi di una cosa orrenda che aveva fatto in una chiesa e che non aveva mai osato svelare a nessuno, nemmeno in confessione.
Attorno alla chiesa di Medjugorje c’era tanta gente che si confessava, ma egli era troppo orgoglioso per farlo: quando vide un prete disporsi a confessare su una sedia pieghevole, sistemando accanto anche un cartello con la scritta “Deutsch”. Di colpo Hubert si inginocchiò e rigettò tutto il passato. Si sentì sollevato e leggero e conobbe allora la grazia del sacramento.

Ritornò ancora a Medjugorje con l’amico e pensavano assieme che cosa poter fare per diffondere dalle loro parti tanto dono di Dio. Nell’88 iniziarono con un gruppo di preghiera, organizzarono incontri con proiezioni e perfino un viaggio in aereo a Medjugorje.

Il padre allora gli parlò chiaro sulla sua responsabilità in azienda, gli disse che doveva piantarla con queste robe da preti: quelle apparizioni poi non erano ancora riconosciute, e così via. Hubert afflitto chiese a Maria nella solita cappella che cosa fare. Prima di partire per Medjugorje in un santuario presso Asburgo fu colpito da una Consacrazione a Maria fatta dai pellegrini e pianse la sua vita peccaminosa, riconoscendo la propria indegnità. Poi aprì la Bibbia e lesse: “Lascia tutto e seguimi”. Ma questo non va, disse tra sè. A Medjugorje, dove faceva da guida ai pellegrini, chiese ancora un segno di fronte a questa scelta. E glielo diedero le parole dell’inno “Segnet du Maria...” cioè Maria benedici il Tuo Figlio, che gli penetrarono nell’anima, causandogli un pentimento fortissimo. Si rifugiò in una piega della Potentissima che gli aveva dato senza merito la grazia della conversione. E alla comunione Hubert disse sì a Dio.

Tornato a casa, il padre dopo una discussione lo lasciò libero, ma la moglie protestante non era d’accordo. Ma lui non aveva scelto la via della Croce? Lo aiutò a superare gli ostacoli un sogno nel quale, uscito di strada in curva durante una corsa e sbalzato fuori dall’abitacolo, una Signora luminosa lo accolse tra le braccia. Comprese che si trattava della sua vita e sentì grande gioia.

Lo consigliavano di andare da uno psichiatra e nessuno lo comprendeva, ma questo l’aiutò nel dare addio alla vita passata. La Madonna lo avrebbe preso per mano. Con l’amico Albert Von Brandenstein organizzò il centro “Medjugorje in Deutschland” per diffondere i messaggi di Medijugorje: egli nella grande chiesa di Marienfried. Il 10 maggio’90 vi si recò mons. Van Lierde, vicario generale del Vaticano, che tenne un discorso. Sua madre fu felice di quella conversione per la quale aveva tanto pregato: ora è morta. Continuano le difficoltà in famiglia, tutte occasioni di crescita nella fede e nella virtù. Il suo matrimonio non viene toccato, perchè è un sacramento. Per chi si trova nella stessa situazione in cui i membri della famiglia non comprendono questa via di totale dedizione a Dio, egli dice: non preoccupatevi. Consacrate la vostra famiSlia a Maria, nessuno perirà. Ma dobbiamo avere pazienza. Se i vostri figli si convertissero subito, forse voi preghereste di meno... La Madonna ha bisogno di preghiere e sacrifici anche per molte altre famiglie.
(Traduz. di Enzo Cobelli)

Mark Waterinckx

giovedì 19 aprile 2012

Una sola Messa all’anno? Medjugorje terra della Divina Misericordia!


Molti ignorano un fatto magnifico e stupefacente della storia di Medjugorje. Sono felice di poterlo condividere con voi oggi, perché è direttamente collegata alla domenica della Divina Misericordia! I turchi hanno dominato nel paese per più di quattro secoli (dal 1263 al 1873). A quell’epoca, i cristiani erano molto perseguitati ed erano costretti a convertirsi all’Islam. Secondo l’emissario del Papa, Peter Masarecchi, fra 40 e 50.000 cattolici croati della Bosnia centrale, furono obbligati a convertirsi all’Islam nel 1624 (questo è il motivo della presenza di musulmani nel paese, che in effetti sono degli "ex-cristiani" per le loro radici). Il governo di allora non permetteva ai cattolici di celebrare la Messa. Si formò allora una specie di vita cristiana segreta, simile a quella nelle catacombe di Roma nei primi secoli del cristianesimo e simile anche al giorno d’oggi ad alcuni paesi come la Cina. Tuttavia, grazie a Dio, c’era un’eccezione alla regola. I cristiani ricevettero l’autorizzazione di celebrare una Messa all’anno, una sola, e questa in un luogo ben stabilito, lontano da tutto, in mezzo alla campagna. Anche la data di questa Messa era stabilita, si trattava della prima domenica dopo Pasqua, il giorno che più tardi Gesù sceglierà come la festa della Divina Misericordia, secondo le rivelazioni di Santa Faustina Kowalska. I cristiani ferventissimi a quell’epoca, non esitavano ad andare a piedi a migliaia in questo preciso luogo, camminando per giorni e notti con qualsiasi tempo (aprile è la stagione delle piogge), affrontando grandi pericoli, pur di vivere questa Messa e "vedere Gesù" presente nell’Ostia, almeno una volta all’anno. Questo pellegrinaggio era per loro la sorgente della loro forza, la loro speranza, la loro gioia, e la luce nella notte della persecuzione. Noi lo sappiamo, Dio porta avanti i Suoi progetti nonostante tutto. Solo in cielo conosceremo il rovescio dell’arazzo che Dio ha tessuto nel mondo attraverso la Sua Divina Provvidenza e quanto tutti noi siamo legati gli uni agli altri attraverso la Comunione dei Santi!
Scopriremo allora quanto alcuni avvenimenti che ci sembravano nuovi, affondavano profondamente le loro radici nel passato, nel cuore di molte generazioni di credenti che hanno pregato e sofferto, che hanno anche versato il sangue per la fede. Delle volte succede che Dio rivela un po’ dei suoi misteriosi disegni e illumina una sorprendente continuità nelle sue scelte. Questo luogo benedetto, dove migliaia di cristiani perseguitati, celebravano la loro Messa annuale, non è altro che il terreno pietroso di Medjugorje, a quell’epoca nudo, precisamente là dove adesso si trova il cimitero di Kovacica (dove riposa Padre Slavko), a qualche metro dall’attuale chiesa dove oggi migliaia di pellegrini si radunano! Perché stupirsi che torrenti di grazie piovano su questo villaggio !? Il nostro Dio non è veramente magnifico!?
Tratto dal bollettino di Suor Emmanuel

sabato 14 aprile 2012

Gli ammalati ed il Santo Rosario

Gli ammalati

Estratto dal libro

Santo Rosario meditato


di Padre Giulio Maria Scozzaro
Gli ammalati hanno maggiori possibilità di pregare nella giornata, hanno maggiore bisogno di Grazie e di conforto, di ritrovare fiducia nella vita, di avere il sollievo da parte della Madre di Dio. Giovanni Paolo II così ha parlato agli ammalati: “Cari ammalati…il Rosario con le sue alterne strofe di gioia e di dolore, oltre che di speranza nella Risurrezione, è la vostra consolazione”.
La preghiera del Rosario infonde sollievo nelle sofferenze, fiducia di avere sempre l’assistenza materna della Madonna, conforto nelle afflizioni più toccanti, il sostegno nelle ore buie e tremende del dolore.
Nessuno che recita il Rosario con l’amore che ha per Maria, con umiltà e desiderio di vivere virtuosamente, rimane deluso; nessuno è abbandonato da Maria, tranne colui che non ha vero desiderio di ricevere Grazie da Maria.
Il Rosario è la medicina della Madonna, che cura, guarisce le ferite anche dell’anima; libera da pensieri di abbattimento nelle prove dolorose della vita, libera dai dubbi sull’aiuto immancabile della Madre di Dio.
Quante persone soffrono terribilmente perché la loro anima è ferita da situazioni non accettate? Non si deve cercare di guarire interiormente limitandosi alle sole preghiere, senza cercare i giusti rimedi. Oltre la preghiera e prima ancora di essa, bisogna perdonare chi ci ha fatto del male; accettare serenamente le persecuzioni e le calunnie; dimenticare episodi passati che causano ancora risentimento e nervosismo; sforzarsi di amare tutti; avere una visione positiva della vita; pensare bene degli altri; agire per aiutare chi non ci ama, fare del bene a chi ci ha procurato del male.
Non è facile perdonare con il cuore, dimenticare situazioni spiacevoli, accettare pazientemente la malvagità altrui. Bisogna imitare la Madonna, fare come faceva Lei. «Di fronte ai grandi problemi, dinanzi al dolore innocente, alle ingiustizie perpetrate con arrogante insolenza come reagire? Alla docile scuola di Maria, che è nostra Madre, i credenti apprendono a riconoscere nell’apparente “silenzio di Dio” la Parola che risuona nel silenzio per la nostra salvezza», così ci consiglia Giovanni Paolo II.
La malattia alle volte è prodotta da ferite spirituali, che si ripercuotono sul fisico. Certi stati di ansia, depressioni, agitazioni, tremori, tachicardie, condizioni di salute instabili e altre patologie, possono essere guarite o, almeno migliorate, con la preghiera, con una vita spirituale intensa. È la preghiera a dare la pace, la sopportazione serena di ogni sofferenza, la forza di reagire con amore, la capacità di perdonare.
La prima cosa che bisogna guarire è la propria anima. Si comincia il cammino spirituale con la guarigione della propria anima. Per questo dobbiamo conoscerci meglio, rivedere la vita passata con la volontà di dimenticare le offese e i torti subiti, offrendo alla Madonna l’agitazione ogni volta che si presenta e pregando per quelle persone con cui abbiamo avuto conflitti. Ogni giorno si deve pregare per chi ha sbagliato verso noi o chi ha subito offese da parte nostra.
Nella preghiera dobbiamo ricordare tutti gli episodi passati per purificarli e renderli docili, per non arrecarci più agitazioni. Dobbiamo pregare spesso per chi ci ha fatto del male, perdonando i loro comportamenti. In ogni Corona del Rosario mettiamo nel Cuore di Maria, quelle persone che hanno subito da noi qualche offesa.
Inizia da questi atti, ripetuti ogni giorno e con amore, la guarigione interiore, la cicatrizzazione delle ferite dell’anima. Il balsamo che cicatrizza le ferite dell’anima è la presenza della Madonna: Lei porta la Grazia che arreca sollievo nei ricordi tumultuosi; Lei richiama lo Spirito Santo per sanare le afflizioni; Lei cambia le amarezze in gioie spirituali; Lei aiuta docilmente ad accettare le sofferenze della vita presente; Lei dona la pace all’anima, tanto che si comincerà ad amare anche gli antichi e presenti oppositori.
Se l’anima è guarita, scompariranno certi stati di nervosismo, ansietà e turbamento, si avrà la pace con se stessi e con Dio, ci si sentirà come persone rinate nel Cuore di Maria, avvolte dallo Spirito di Gesù.
Chi vive in una qualsiasi sofferenza non deve mai perdere la fiducia nella Madonna, ma rimanere docile con il cuore colmo di speranza, perché mai Ella rimane indifferente dinanzi un ammalato. Oltre gli aiuti importanti che dona e che fanno accettare pazientemente la sofferenza e ogni forma di malattia, la Madonna accetta tutte le offerte che a Lei si fanno delle sofferenze e che si sopportano per amore di Gesù. Quindi, la sofferenza e ogni malattia si trasforma da patimento insopportabile in offerta amorosa alla Madonna, per Lei donarci in cambio la pace, la serenità, la pazienza, la forza di sopportare tutto e, quando riterrà opportuno, la guarigione fisica o spirituale.
Chi soffre per dolori morali, spirituali o corporali, non deve mai abbattersi, perché perde ogni fiducia nella Madonna, ma deve utilizzare il Rosario come la migliore medicina, che cura il corpo e l’anima. “Il Rosario, recitato lentamente e meditato -in famiglia, in comunità, individualmente-, vi fa penetrare a poco a poco nei sentimenti di Gesù Cristo e di sua Madre, evocando gli avvenimenti che sono la chiave della nostra salvezza”, ha detto Giovanni Paolo II.
L’ammalato ha forse maggiore possibilità per pregare di più e meglio, con più amore e con più forza penetrante, perché già la malattia accettata è una preghiera di riparazione ed espiazione. La Madonna accoglie con maggiore amore le preghiere delle persone che soffrono, perché proprio esse la Madonna vuole guarire. La preghiera diventa infallibile quando è accompagnata dalla sofferenza.
Nelle malattie e nei dolori si riprende a pregare, ma tu non aspettare quel momento, potrebbe non venire mai nella tua vita il momento della preghiera, e magari tu devi ancora cominciare a pregare il Rosario. Non c’è altra preghiera gradita a Maria e più potente della Corona. Quando la reciti ti metti alla scuola di Lei. Tu parli, preghi, ti rendi pronto a fare la volontà di Dio, ti affidi a Lei, La ami e diventi sempre più figlio, anzi, ti trasformi sempre più in Maria.
Mentre reciti il Rosario, Lei vive sempre più in te, prega in te, ama in te e santifica te.

sabato 7 aprile 2012

Padre Livio: "La Madonna ci invita a non avere paura".


Cari amici,

La Regina della pace ci invita a far regnare nei cuori la sapienza, l'umiltà e la bontà perchè Lei possa donarci la pace vera, che viene attraverso il cuore divino di suo Figlio.

La Madre ci esorta a non avere paura, come l'ebbero i discepoli durante la Passione, perchè non siamo soli. "Datemi le vostre mani, ed io vi guiderò".

La Madonna è qui per aiutare ognuno di noi e l'umanità intera, in questo tempo di Passione, perchè non si perda e veda la luce della Pasqua.

Con Maria saliamo fino in cima al Calvario e sostiamo ai piedi della Croce, dalla quale viene la remissione dei peccati e la vita eterna.

Con Maria attendiamo l'alba della resurrezione, nella certezza che la falsa forza del male e della morte è stata vinta per sempre.

Buona Pasqua

P. Livio

domenica 18 marzo 2012

Il Nome di Maria

Estratto dal libro

Santo Rosario meditato

di Padre Giulio Maria Scozzaro

Al Nome di Gesù tutti i diavoli tremano, perché viene invocato Colui che li ha sconfitti, e tutto ciò che è stato creato si inchina in atto di adorazione. Al Nome di Maria la rabbia dei diavoli è maggiore, le loro bocche sbavano, la mente non capisce più niente, il terrore li sconvolge, la furia che aumenta angosciosamente vorrebbe distruggere ogni cosa per fuggire dal luogo dove si invoca il Nome di Maria o, peggio ancora, dove è presente Maria.

I diavoli possono anche sopportare la presenza di Gesù e pur sbraitando resistono, perché Egli è il Signore del mondo, è il Creatore anche degli angeli decaduti, è Colui che li ha fatti essere. Ma non possono accettare il pensiero di essere comandati e sempre sconfitti da una Creatura, da una Donna di Nazareth.

Per natura anche gli angeli decaduti sono superiori a tutte le altre creature, che hanno una natura umana e non angelica. Ma la natura di Maria pur essendo sempre umana, è Immacolata, ricolmata di Grazie fin dal primo istante del concepimento (ho trattato il mistero dell’Immacolata Concezione nel libro “Maria Madre di Dio”).

Quindi, dove si pronuncia il Nome di Maria, tutti i diavoli vogliono fuggire, direi scomparire. In verità, anche se per l’orgoglio i diavoli non si pentono della ribellione a Dio quando furono creati, sicuramente vorrebbero scomparire dalla creazione per non patire più terribilmente nell’inferno, e per tutta l’eternità.

Al Nome di Maria i diavoli perdono potere, si riduce la loro forza e spesso sono costretti ad abbandonare luoghi e persone che tormentano.

In ogni Ave, si ripete il soavissimo Nome di Maria, che allieta il Paradiso, allevia e conforta il Purgatorio e schiaccia l’inferno. “O Maria, afferma Riccardo di San Vittore, il Padre Ti diede un Nome che dopo quello di Gesù è superiore ad ogni altro nome, affinchè nel Tuo Nome ogni ginocchio si pieghi in Cielo, in terra e nell’inferno”. E l’Abate Francone continua: “Dopo quello di Tuo Figlio il Cielo e la terra non conoscono altro nome così pieno di Grazia, di speranza e di dolcezza”, perché, afferma Tommaso da Kempis, “i demoni temono la Tua potenza e, udito il Tuo Nome, fuggono come un fuoco divoratore”.

È vero, il Nome di Maria è terrore per tutti i diavoli. Dice San Antonio da Padova: “Il Nome di Maria, come il Nome di Gesù, è una gioia per il cuore, un favo di miele per la bocca, una deliziosa melodia per l’orecchio”. “Il suo ricordo rallegra gli afflitti, riscalda i tiepidi e richiama gli erranti sul sentiero della salvezza”, sostiene Landolfo di Sassonia.

Diciamo con San Bonaventura: “Per l’onore del Tuo Nome, o Maria, nel trapasso della mia anima vienimi incontro e accoglimi sulla soglia del Cielo”. San Giovanni Eudes dice alla Madre di Dio: “Ave Maria, Figlia prediletta del Padre, Madre del Divin Figlio, Sposa dello Spirito Santo, completamento dell’augustissima Trinità”.

San Lorenzo da Brindisi dice che sono dieci gli attributi del Nome di Maria: “Regina, Madre di misericordia, vita, dolcezza, speranza nostra, Avvocata nostra, clemente, pietosa, dolce, Vergine, occhi misericordiosi e Albero della Vita”.

“Maria, Nome dolcissimo, musica all’orecchio, conforto al cuore, forza allo spirito affranto”, sospirava Mons. Pullano. Il saluto dell’Angelo “Ave Maria piena di Grazia” esprime la riabilitazione del genere umano, di cui una Figlia è sollevata alle più sublimi altezze.

Si legge nella vita del Beato Ermanno dei Premostratensi che quando egli recitava il Rosario con devota attenzione, meditandone i misteri, la Madonna gli appariva splendente di luce e di maestosa quanto incantevole bellezza. In seguito la sua devozione s’era intiepidita, il Rosario era detto frettolosamente e senza attenzione; allora la Vergine gli si presentò con il volto rugoso, triste, corrucciato. Ermanno si meravigliò per tale mutamento, ma la Madre di Dio gli disse: “Ti faccio vedere così come sono attualmente nella tua anima, perché da tempo tu mi tratti da persona vile e spregevole. Dov’è il tempo in cui mi salutavi con rispettoso riguardo nella considerazione dei misteri e delle mie grandezze?”.

Ancora San Vincenzo dè Paoli: “Le Ave del Rosario sono tante rose, portate dal Cielo sulla terra”. Afferma il grande apostolo del Rosario, San Luigi Maria di Montfort: “L’Ave Maria ben detta (con attenzione, devozione e modestia), secondo i Santi è il nemico che mette in fuga il diavolo, è il martello che lo schiaccia, la santificazione e fecondità dell’anima, la gioia degli Angeli, la melodia dei predestinati, il cantico del Nuovo Testamento, la gloria della SS. Trinità, il piacere di Maria, un bacio casto e amoroso che le si dà...”.

San Giovanni Bosco insegnava sempre: “Il Rosario è una continuazione di Ave Maria, con le quali si possono battere, vincere, distruggere tutti i demoni dell’inferno”. Non ha mai smesso Suor Lucia di Fatima di ripetere, che tutto si “risolve con il Rosario”.

Se la Madonna recita con noi il Santo Rosario rimanendo vicina ad ognuno di noi, quando invochiamo di continuo il suo Nome, il nostro buon Angelo Custode sta sempre accanto a noi e dolcemente ci guarda e ascolta, volendo fare anche Lui una Corona di Rose con le nostre Ave Maria per offrirla a Gesù e a Maria; mentre il diavolo, pure sempre accanto, ma dall’altra parte, tenta spesso di distrarci, o cerca di raccogliere le rose appassite, cioè, quelle Ave Maria recitate da noi senza amore e devozione, per portarle a Maria gloriandosi che i suoi consacrati, Le offrono rose secche. Non avvenga mai questo, non diamo occasione al diavolo di alzare la cresta su di noi, a causa del nostro mancato fervore.

“Tutto ciò che vuoi offrire a Dio affidalo a Maria, se non vuoi subire un rifiuto”, sentenzia San Bernardo.

Invochiamo il Nome di Maria molte volte nella giornata, anche solo per lodare, ringraziare ed onorare questa dolce Madre. Invochiamo questo Nome per essere aiutati nelle tentazioni, per ricevere aiuti e Grazie, anche per richiamare alla mente il Nome più dolce dopo quello di Gesù.

Il Nome di Maria sia sempre nella nostra mente, nel nostro cuore, sulle nostre labbra.

Miracoli a Medjugorje

Del prof. dr. Ljudevit Rupcic

Fin dall'inizio, le apparizioni di Medjugorje sono state accompagnate da molti fenomeni insoliti, sia in cielo che a terra, specialmente da guarigioni miracolose. Io stesso ho visto l'insolita danza del sole insieme a un centinaio di pellegrini. Questa manifestazione era così insolita e ovvia, che tutti senza eccezione l'hanno classificata come un miracolo. Nessuno dei presenti è stato indifferente e me ne sono convinto facendo delle domande ai presenti. La gioia, le lacrime e le loro asserzioni lo hanno confermato.

Dalle loro parole si potrebbe vedere che essi hanno capito quella manifestazione come una conferma dell'autenticità delle apparizioni e un incentivo a rispondere ai messaggi di Medjugorje, accettandoli. Questo è lo scopo reale del miracolo: aiutare la gente a credere e a vivere di fede perché essi siano al servizio della fede e della salvezza.

Per quanto riguarda i fenomeni luminosi di Medjugorje, un professore che lavorava a Vienna ed esperto nel campo, ammise che per una settimana aveva studiato tali fenomeni a Medjugorje. Mi disse alla fine: “La scienza non ha risposte per queste manifestazioni”. Anche se il giudizio sui miracoli non dipende dalla scienza naturale e dalla scienza in generale ma piuttosto dalla teologia e la fede, esso è molto importante perchè dove la scienza non arriva, subentra la fede.

Molto significativo è il fatto che molti avvenimenti sono stati capiti dai fedeli come veri miracoli. Essi hanno capito il loro significato e, sia che siano stati testimoni diretti o indiretti, si sono sentiti obbligati ad accettare i messaggi di Medjugorje. È difficile dire precisamente quanti tra questi eventi miracolosi si sono verificati come una conseguenza delle apparizioni di Medjugorje. Tuttavia si sa che diverse centinaia sono stati riportati e confermati. Parecchi sono stati esaminati per intero ed elaborati scientificamente e teologicamente e non esiste alcuna ragione seria di dubitare del loro carattere soprannaturale. È sufficiente menzionarne alcuni.

La signora Diana Basile, nata a Platizza, Cosenza, il 5 ottobre 1940, soffriva di sclerosi multipla, una malattia incurabile, dal 1972 fino al 23 maggio 1984. Nonostante l'aiuto professionale di professori e dottori della Clinica di Milano, era sempre più malata. Per un suo desiderio, venne a Medjugorje e presente all'apparizione della Madonna nella stanza laterale della Chiesa, fu improvvisamente guarita. E' successo in un modo così veloce e totale che il giorno seguente la stessa donna ha comminato per 12 km, a piedi nudi, dall'hotel di Ljubuski dove alloggiava, fino alla collina delle apparizioni per ringraziare la Madonna della guarigione.

Da allora sta bene. Dopo il suo ritorno a Milano, i dottori, colpiti dalla sua guarigione, hanno immediatamente creato una commissione medica per esaminare di nuovo a fondo sia le sue condizioni precedenti che quelle del momento. Hanno radunato 143 documenti e alla fine 25 professori, specialisti e non, hanno scritto un libro speciale sulla malattia e sulla guarigione, dove dichiarano che la signora Diana Basile soffriva veramente di sclerosi multipla, che per molti anni era stata curata senza successo ma che ora era completamente guarita non grazie alle terapie o alle medicine, che la causa della guarigione non era scientifica.

Un altro miracolo significativo è successo a Rita Klaus di Pittsburgh, Pennsylvania, USA, insegnante e madre di tre bambini, nata il 25 gennaio 1940, che per 26 anni soffriva di sclerosi multipla. Anche lei non poteva essere aiutata né dai dottori né dalle medicine. Leggendo un libro su Medjugorje, “La Madonna appare a Medjugorje?” di Larentin-Rupcic', ha deciso di accettare i messaggi della Madonna e una volta, mentre stava pregando il Rosario, era il 23 maggio 1984, ha sentito in lei un calore insolito. Poi si è sentita bene. Da allora, la paziente sta completamente bene ed è capace di adempiere a tutti i lavori domestici scolastici. Esiste una solida documentazione sulla sua malattia e sulle sue inutili terapie, oltre che un certificato dei dottori sulla sua straordinaria ed incomprensibile guarigione, che è completa e permanente.

Ci sono ancora altre guarigioni improvvise e totali che riguardano Medjugorje. Sono più o meno esaminate con perizia. Alcune non sono ancora state analizzate. Non è da escludere che tra di esse vi siano dei casi della stessa portata di quelli già analizzati.

Per i miracoli è cruciale che derivino da Dio e che servano la fede, mentre non è importante che siano “grandi”. È la gente di buona volontà e aperta alla verità che li riconoscerà, al posto di scienziati prevenuti e critici versatili, perché spesso si chiudono in schemi dove un miracolo “non deve” o “non può” accadere.

sabato 25 febbraio 2012

Nel nome di Maria a Gesù! Preghiera di liberazione e di guarigione.

Di padre Giulio Maria Scozzaro

In questo periodo di Quaresima, tempo di Grazia e di conversione, occorre fare qualcosa in più. Oltre le preghiere e le penitenze, è importante acquistare maggiore forza spirituale per rimanere forti dinanzi le tentazioni.

La Efficace Preghiera che propongo ha aiutato decine di migliaia di credenti a ottenere Grazie dalla Madonna, a vincere le negatività diaboliche, a ritrovare la pace interiore, a salvare il matrimonio, a liberare la famiglia e i figli da oppressioni malefiche devastanti, a superare prove e malattie, ad acquisire la forza per andare avanti nelle situazioni più dolorose.

La Madonna protegge di continuo quanti recitano ogni giorno (la mattina possibilmente) questa preghiera, abbiamo ricevuto migliaia di testimonianze straordinarie.

In questa Quaresima vogliamo recitare ogni giorno questa Efficace Preghiera per vivere con maggiore partecipazione questo tempo ed arrivare alla Domenica di Risurrezione con una spiritualità più profonda e fedele al Vangelo del Signore.



EFFICACE PREGHIERA

DI GUARIGIONE E DI LIBERAZIONE


(Moltissimi fedeli hanno testimoniato di avere ricevuto miracoli e Grazie particolari, recitando ogni giorno con Fede questa preghiera)


Immacolata Concepita senza peccato originale,
Madre di Dio e Onnipotente per Grazia,
Regina degli Angeli, Avvocata e Corredentrice
del genere umano,
ti supplico di non guardare le mie indegnità,
ma di volermi accogliere come tuo figlio
peccatore addolorato
e di non abbandonarmi mai.
AVE MARIA...

Madre mia e fiducia mia,
a chi altri potrò ricorrere per essere aiutato?
Tu sola sei la Mediatrice di tutte le Grazie,
Colei che nella Luce di Dio
distribuisce a chi vuole,
come vuole e quando vuole
i frutti della Redenzione
operata dal Tuo Dio e Figlio Gesù.
Tu puoi aiutarmi in tutte le mie necessità,
tu sola sei la Salute degli infermi,
tu sei l'unica Madre che vuol salvare
dalla dannazione eterna tutti i figli.
AVE MARIA...

Io ricorro a Te perché Gesù Ti ha eletta
Mediatrice di tutte le Grazie,
Ti ha dato autorità universale
sul mondo visibile ed invisibile,
Ti ha arricchita della Sua Divinità,
trattenendosi per nove mesi nel Tuo grembo.
AVE MARIA...

Io mi consacro incondizionatamente a Te
perché Tu faccia di me tutto ciò che vuoi.
Mi abbandono al Tuo Amore
di Madre del Signore Gesù,
supplicandoti di accogliere unitamente a me,
la mia famiglia, tutte le persone a me care
e coloro che si affidano alle mie preghiere.
AVE MARIA...

Invoco il Tuo aiuto e la Tua protezione sull'unica
Chiesa fondata dal Signore Gesù, quella Cattolica.
Tu sei Madre di questa Chiesa!
Per i poveri peccatori privi della Luce Divina
Ti chiedo di convertirli.
Sulle sante Anime del Purgatorio
rivolgi il Tuo sguardo
e conducile presto in Paradiso.
AVE MARIA...

Ti prego di sostenere,
proteggere e guidare sempre
la Tua Associazione Cattolica "GESÙ E MARIA",
di preservare da pericoli e difficoltà
tutti coloro che vi lavorano per la Gloria di Dio.
Di aiutare e custodire tutti gli associati
e quanti diffondono le pubblicazioni
e lavorano con amore
per far conoscere Gesù e Te.
AVE MARIA...

Tu sei stata Assunta in Cielo in Anima e Corpo
e sei viva e vera. Sei Onnipotente per Grazia
ed ascolti anche ogni mio sospiro
e ogni mio pensiero.
Sono assolutamente sicuro
che Tu adesso mi stai ascoltando,
Tu già conosci tutto di me
perché mai mi perdi di vista.
Tu mi sei stata sempre accanto,
ma io sono stato distratto.
Aiutami adesso e donami questa Grazia
a me necessaria
(chiedere la Grazia).
AVE MARIA...

O Madre Santissima, prostrato ai Tuoi piedi,
a Te che riversi come un fiume le Grazie di Gesù
e le distribuisci a coloro che Te le chiedono,
per i Tuoi dolori, per i Tuoi meriti,
per la Tua obbedienza ed umiltà,
Ti chiedo in ginocchio di farmi questa Grazia
(chiedere la Grazia).
AVE MARIA...

Ti ringrazio o Madre mia,
l'amore che ho per Te
e l'affetto che Tu hai per me
mi danno certezza che Tu
questa Grazia me la farai.
Io devo vivere da vero e buon Tuo figlio,
pregare e perseverare ogni giorno,
ma la Grazia che Ti ho chiesto
-nonostante tutti i miei peccati-
me la farai (chiedere la Grazia).
Lo so, ne sono certo,
è l'amore che ho per Te a dirmelo
perché ho piena fiducia in Te,
credo fermamente nel Tuo amore per me.
SALVE REGINA...


CONSACRAZIONE DA RECITARE OGNI GIORNO

(con approvazione ecclesiastica)

domenica 12 febbraio 2012

Maria la piena di grazia e il Santo Rosario. Dal libro: Santo Rosario meditato

Di Padre Giulio Maria Scozzaro

Comprendi che devi tu far contenta la Madonna, che devi tu pregarla come vuole Lei, in quanto la tua preghiera serve a te non a Maria, sei tu ad avere bisogno di Grazie non Maria, perché Lei è la Piena di Grazia. Sentenzia Riccardo di San Lorenzo, che “Maria è Piena di Grazia perchè Dio La fece come l’erario in cui pose tutti i Tesori da distribuire agli uomini”.

D’altronde, afferma San Lorenzo Giustiniani: “Come non sarebbe Piena di Grazia Colei che fu fatta Scala del Paradiso e Porta del Cielo per tutti noi?”. “Dio diede a Maria una Grazia incommensurabile, perché La destinava all’ufficio di Madre sua”, dice San Tommaso d’Aquino.

È più incisivo Benedetto Fernandez quando afferma: “La misura per conoscere la Grazia di Maria è la sua dignità di Madre di Dio, cioè, una dignità infinita”.

Per questa ragione, Riccardo di San Lorenzo ci esorta: “Se desideriamo trovare la Grazia, andiamo da Maria che per prima l’ha trovata e sempre la trova”. San Bernardo osa di più: “Dio ha stabilito che nessuna Grazia ci venga concessa se non per mezzo di Maria”.

Per ottenere le Grazie da Maria, dobbiamo amare con tutto il cuore il Santo Rosario, ma per amarlo bisogna averne una grande considerazione, conoscerlo bene.

Oggi non sono molti quelli che recitano il Santo Rosario, e le conseguenze nel mondo si vedono.

Proprio il Santo Rosario è il mezzo con cui la Madonna gioisce nel donarci tante Grazie. Recitando il Santo Rosario, permettiamo alla Madonna di svolgere il suo compito di Mediatrice di tutte le Grazie. Le permettiamo di aiutarci, perché a Lei offriamo quelle preghiere che Lei chiede per donarci le Grazie.

Dice San Bonaventura: “Molte Grazie, chieste a Dio, non si ottengono; chieste a Maria si ottengono, non perchè Maria sia più potente, ma perchè così Dio intende onorarla”. A ragione il Santo Curato d’Ars predicava: “Lassù in Cielo Maria Santissima è l’infaticabile Dispensiera delle Divine Grazie agli uomini bisognosi”.

Gersone e Sant’Alfonso attestano che “è dottrina predicata da tutti i Santi che nessuna Grazia ci viene dal Cielo se non passa per le mani di Maria”. “Per mezzo di Lei, e di Lei sola, discese dal Cielo tutta la Grazia che venne nel mondo”, afferma San Antonino.

Mentre, San Bonaventura, pensando all’aiuto che dà la Madonna nel momento del trapasso di chi lascia questa terra, sostiene che “nessuno entra in Cielo se non passa per Maria come attraverso a una porta”. Continua San Germano: “Nessuno si salva nè ottiene misericordia se non per Te, o celeste Signora”. Per cui il Suarez poteva affermare che “Maria è così potente presso Dio che esser suo devoto è un pegno di predestinazione”.

Solo pregando il Santo Rosario diamo la possibilità alla Madonna di prendere possesso della nostra persona e di guidarla verso la perfezione, verso la trasfigurazione in Gesù. Il compito di Lei è di istruirci nelle cose di Dio, illuminandoci sulle scelte da fare, guidandoci verso il Vangelo vissuto. Non c’è preghiera migliore per invocare l’aiuto e le Grazie della Madonna, perché Lei altrimenti ce l’avrebbe indicata. Invece, nei luoghi della sua materna e insostituibile presenza, ha raccomandato con insistenza la recita del compendio del Vangelo: il Santo Rosario.

“Recitare il Rosario significa imparare a guardare Gesù con gli occhi di sua Madre, amare Gesù con il Cuore di sua Madre… Con Maria, ancella del Signore, scoprirete la gioia e la fecondità della vita nascosta. Con Lei, discepola del Maestro, seguirete Gesù lungo le strade della Palestina, divenendo testimoni della sua predicazione e dei suoi miracoli. Con Lei, Madre dolorosa, accompagnerete Gesù nella passione e nella morte. Con Lei, Vergine della speranza, accoglierete l’annuncio gioioso della Pasqua e il dono inestimabile dello Spirito Santo”, questo ha scritto Giovanni Paolo II, nel messaggio per la XVIII Giornata Mondiale della Gioventù.



Il Santo Rosario è considerato una preghiera completa perché riporta in sintesi tutta la storia della nostra salvezza. Con il Rosario, infatti, meditiamo i “misteri” della gioia, della luce, del dolore e della gloria di Gesù e Maria. È una preghiera semplice, umile così come Maria. È una preghiera che facciamo insieme alla Madre di Dio. Quando con l’Ave Maria La invitiamo a pregare per noi, la Madonna esaudisce sempre la nostra domanda, unisce la sua preghiera alla nostra.

Il Rosario è una sintesi di tutto il Vangelo, i misteri che si meditano sono armonie angeliche, che ci permettono di godere la pace del Cielo, ci trasmette la gioia e la delizia conosciuta su questa terra dai Santi.

Nel Rosario non possiamo separare l’aspetto puramente devozionale da quello teologico dottrinale. Questi due elementi sono così uniti da costituire un unico corpo. Se consideriamo i misteri e tutta la sua articolazione delle parti, scopriamo una preghiera tutta permeata della Parola di Dio, perché il fondamento del Rosario è la Parola di Dio ed è anche il suo modo di essere.
Il messaggio del Rosario è uno solo: il Vangelo. Se si condivide questo messaggio meditato nel Rosario, nasce la comunione di intenti nella Chiesa. Recitando il Rosario conosci il Vangelo, ti lasci assorbire dallo stesso Spirito che operava in Gesù nella sua missione pubblica; che operava in Maria, dall’Annunciazione fino all’Assunzione, e che continua ad operare ineffabilmente e potentemente nella Persona della sua Sposa amatissima.
Quando si parla dell’Annunciazione, conosciamo il dialogo tra la Vergine e l’Arcangelo Gabriele; ma anche sotto la croce avvenne un’altra Annunciazione, la seconda. Nel primo annuncio la Madonna accolse il Figlio di Dio nel suo grembo, nel secondo annuncio la Madonna ha accolto ognuno di noi nel suo Cuore Immacolato. Poco prima di spirare, Gesù ha detto: “Figlio, ecco la tua Madre”. Questo è il secondo annuncio e lo compie Gesù, donando tutti gli esseri umani a Maria. Nel primo, Dio Padre per mezzo dell’Arcangelo dona Gesù a Maria; nel secondo, Gesù stesso dona tutti noi a Maria. È sempre Maria a ricevere Gesù e tutti noi.
Il Rosario è un annuncio di Fede perché fondato sugli eventi che hanno determinato il mistero della redenzione di ciascuno di noi.
Il Rosario è Maria che contempla la storia del suo Figlio e quanto è stato compiuto per la Redenzione. È la preghiera di Maria, è la preghiera che permette a Maria di agire in un’anima come piace a Lei, per ricolmare di Grazie quell’anima.
Il primo lavoro che compie la Madonna è quello di trasmettere il suo Spirito, affinché il suo Sposo -lo Spirito Santo- riversi i suoi doni nell’anima in cui trova la sua Sposa. È Maria ad attrarre lo Spirito Santo in un’anima, e senza la sua presenza, lo Spirito di Dio non opererebbe. Così vuole Dio.
Scrive Paolo VI nella “Marialis cultus” al n. 44: “… è apparsa in più vivida luce l’indole evangelica del Rosario, in quanto dal Vangelo esso trae l’enunciato dei misteri e le principali formule; al Vangelo si ispira per suggerire, muovendo dal gioioso saluto dell’Angelo e dal religioso assenso della Vergine, l’atteggiamento con cui il fedele deve recitarlo: e del Vangelo ripropone, nel susseguirsi armonioso delle Ave Maria, un mistero fondamentale: l’Incarnazione del Verbo contemplato nel momento decisivo dell’Annuncio fatto a Maria”.
Il Rosario è il Vangelo che diventa preghiera, l’inno a Dio per mezzo di Maria. La recita devota e fiduciosa del Santo Rosario è la preghiera di Gesù, preghiera cristocentrica, che ripresenta il ricordo di quanto fece Gesù, la sua opera di Redenzione viene meditata e diventa sempre più dominante la presenza dello Spirito di Gesù.
Il Rosario fa rivivere tutte le tappe del “dogma della redenzione”, equilibra il cuore e la mente, e li conduce nell’adesione al volere divino, il quale permette di accogliere la Parola e di metterla in pratica.
Un’adesione che non è puramente esteriore, ma investe e riveste di significato, ogni momento della nostra vita, per dire sempre sì a Dio, non solo quando siamo nella gioia, ma anche quando il dolore ci opprime e fa diventare pesante il nostro cammino.
Le anime buone e spirituali riconoscono la grande importanza del Santo Rosario e dedicano ogni giorno del tempo alla contemplazione dei divini misteri. È una preghiera piena di amore, così facile e al tempo stesso così ricca. È una sintesi della preghiera. Include la lode alla Madonna nell’Ave Maria, la supplica nella Santa Maria, la contemplazione nei misteri, il Padre Nostro come glorificazione ed invocazione al Padre, punto terminale di ogni nostra supplica, di ogni preghiera.
Possiamo affermare che il Rosario è una professione di Fede. “È il Credo fatto preghiera”, affermava il Cardinale Newman. Pregando il Rosario, dinanzi ai nostri occhi scorre tutto il mistero della nostra Redenzione, la nostra mente contempla la vita di Gesù e di Maria, il nostro cuore gioisce per quanto è stato compiuto per ognuno di noi, quanto amore hanno sprigionato i due Sacratissimi Cuori.
Inteso così, il Santo Rosario diventa una confessione di Fede storica, perché i misteri ci fanno riattraversare con Maria gli eventi salvifici della nostra Redenzione. In ogni mistero si considera ogni evento della vita di Gesù, ci aiuta a leggere più attentamente la sua vita, ad entrare meglio e in modo esistenziale negli avvenimenti realmente accaduti di Gesù Cristo. Questa è la grande importanza del Santo Rosario, che non è solo preghiera vocale, ma considerazione approfondita di ciò che Gesù fece e disse.
Recitando il Santo Rosario, la Madonna ci trasforma nel suo Figlio Gesù. La Maternità di Maria continua in noi.
Il lavoro che compie la Madonna nelle anime umili, è silenzioso e nascosto, ma interiormente ci trasforma e attira le compiacenze di Gesù su ognuno di noi.
È attraverso la recita del Rosario che chiediamo Grazie ed aiuto a Gesù e a Maria, e riceviamo da Loro la forza per realizzare degnamente il cammino della nostra santificazione, per essere “perfetti come è perfetto il Padre che è nei cieli” (Mt 5,48). Questa santa preghiera del Rosario, ci permette di imitare la Madonna che “conservava tutte queste cose meditandole nel suo cuore” (Lc 2,51).
La Madonna che accoglie la Parola diventa il terreno buono che, accogliendo il seme, fa germogliare il frutto (cf. Lc 8,15). Anche noi dobbiamo essere terreno buono per lasciare “riposare” la Parola di Dio, e crescere in santità proprio per avere accolto questa Parola di verità.
Il Santo Rosario è stato definito: “Catena d’oro che ci lega a Dio. Vincolo d’amore che ci unisce agli Angeli. Torre di salvezza negli assalti dell’inferno. Porto sicuro nel comune naufragio”.
È il libro di tutti. Il Santo Rosario è divenuto popolare come la Croce; è divenuto il libro di tutte le preghiere e delle preghiere di tutti.
Papa Paolo VI nella sua Enciclica “Marialis Cultus” ha scritto sul Rosario: «Preghiera evangelica, incentrata nel mistero dell’incarnazione redentrice, il Rosario è, dunque, preghiera di orientamento nettamente cristologico. Infatti, il suo elemento caratteristico -la ripetizione litanica del “Rallegrati, Maria”- diviene anch’esso lode incessante a Cristo, termine ultimo dell’annuncio dell’Angelo e del saluto della madre del Battista: “Benedetto il frutto del tuo seno” (Lc 1,42). Diremo di più: la ripetizione dell’Ave Maria costituisce l’ordito, sul quale si sviluppa la contemplazione dei misteri: il Gesù che ogni Ave Maria richiama, è quello stesso che la successione dei misteri ci propone, di volta in volta, Figlio di Dio e della Vergine, nato in una grotta di Betlemme; presentato dalla Madre al tempio; giovinetto pieno di zelo per le cose del Padre suo; Redentore agonizzante nell’orto; flagellato e coronato di spine; carico della croce e morente sul Calvario; risorto da morte e asceso alla gloria del Padre, per effondere il dono dello Spirito. È noto che, appunto per favorire la contemplazione e far corrispondere la mente alla voce, si usava un tempo -e la consuetudine si è conservata in varie regioni- aggiungere al nome di Gesù, in ogni “Ave Maria”, una clausola che richiamasse il mistero enunciato» (MC 44).
Il Papa Giovanni Paolo II ha sempre affermato: “Il Rosario è la mia preghiera prediletta. Preghiera meravigliosa nella sua semplicità e nella sua profondità”.
Il Patrono dei moralisti, Sant’Alfonso M. dé Liguori scriveva nel suo celeberrimo libro “Le Glorie di Maria”: “Tra tutte le pratiche di lode a Maria, non ne conosco alcuna più gradita alla Madre di Dio del Rosario”.
“Il Rosario è un modo eminentemente vantaggioso di pregare, quando è recitato correttamente”, predicava San Francesco di Sales.