Messaggio di Medjugorje del 21 luglio 1982

"Cari figli! Vi invito a pregare e a digiunare per la pace del mondo. Voi avete dimenticato che con la preghiera e il digiuno si possono allontanare anche le guerre e persino sospendere le leggi naturali. Il digiuno migliore è a pane e acqua. Tutti, eccetto gli ammalati, devono digiunare. L'elemosina e le opere di carità non possono sostituire il digiuno"

Messaggio della Madonna di Medjugorje del 21 luglio 1982
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"Madre mia, fiducia mia!". E' preghiera semplice e breve, profonda e traboccante d'amore

"Madre mia". E' il riconoscimento della sua missione: siamo suoi figli a lei affidati dal Salvatore del mondo.
"Madre mia". E' l'esclamazione esultante del bimbo, sicuro, accanto al cuore della Madre di tutte le mamme.
"Madre mia". E' consolante certezza del suo materno accompagnamento.

"Fiducia mia". Oh Maria, sei il volto materno di Dio. In te contemplo la purezza della santità a cui anelo.
"Fiducia mia". Tu conosci i miei bisogni e intervieni. Tu brilli come segno di sicura speranza e di consolazione.
"Fiducia mia". Tu, Madre di Misericordia, mi dischiudi il cammino verso il Regno dei cieli. E quando le difficoltà mettono a dura prova la mia fiducia e la mia speranza, io ripeterò sempre: "Maria: Madre mia, fiducia mia".

Tratto dagli scritti di:
Giuseppe Costanzo -Arcivescovo.
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"La sacra Scrittura è sobria nei confronti di Maria; non bisogna però ingannarsi su questo silenzio. Quando di una creatura si è detto che è Madre di Gesù e che Gesù è Dio, non si può certo aggiungere altro a sua lode e gloria". - C. Charlier -
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Angeli miei, non abbiate paura di nulla perché io vi sono vicina e vi proteggo. Qualunque problema abbiate,chiamatemi ed io verro' subito da voi e vi aiutero' a risolvere le difficolta' nel miglior modo possibile... (Messaggio del 4 Marzo 1982)

lunedì 3 marzo 2014

Lettera per la quaresima 2014 del Santo Padre Francesco

 
MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO
PER LA QUARESIMA 2014
Si è fatto povero per arricchirci con la sua povertà (cfr 2 Cor 8,9)
 
 
Cari fratelli e sorelle,
in occasione della Quaresima, vi offro alcune riflessioni, perché possano servire al cammino personale e comunitario di conversione. Prendo lo spunto dall’espressione di san Paolo: «Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà» (2 Cor 8,9). L’Apostolo si rivolge ai cristiani di Corinto per incoraggiarli ad essere generosi nell’aiutare i fedeli di Gerusalemme che si trovano nel bisogno. Che cosa dicono a noi, cristiani di oggi, queste parole di san Paolo? Che cosa dice oggi a noi l’invito alla povertà, a una vita povera in senso evangelico?
La grazia di Cristo
Anzitutto ci dicono qual è lo stile di Dio. Dio non si rivela con i mezzi della potenza e della ricchezza del mondo, ma con quelli della debolezza e della povertà: «Da ricco che era, si è fatto povero per voi…». Cristo, il Figlio eterno di Dio, uguale in potenza e gloria con il Padre, si è fatto povero; è sceso in mezzo a noi, si è fatto vicino ad ognuno di noi; si è spogliato, “svuotato”, per rendersi in tutto simile a noi (cfr Fil 2,7; Eb 4,15). È un grande mistero l’incarnazione di Dio! Ma la ragione di tutto questo è l’amore divino, un amore che è grazia, generosità, desiderio di prossimità, e non esita a donarsi e sacrificarsi per le creature amate. La carità, l’amore è condividere in tutto la sorte dell’amato. L’amore rende simili, crea uguaglianza, abbatte i muri e le distanze. E Dio ha fatto questo con noi. Gesù, infatti, «ha lavorato con mani d’uomo, ha pensato con intelligenza d’uomo, ha agito con volontà d’uomo, ha amato con cuore d’uomo. Nascendo da Maria Vergine, egli si è fatto veramente uno di noi, in tutto simile a noi fuorché nel peccato» (Conc. Ecum. Vat. II, Cost. past. Gaudium et spes, 22).
Lo scopo del farsi povero di Gesù non è la povertà in se stessa, ma – dice san Paolo – «...perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà». Non si tratta di un gioco di parole, di un’espressione ad effetto! E’ invece una sintesi della logica di Dio, la logica dell’amore, la logica dell’Incarnazione e della Croce. Dio non ha fatto cadere su di noi la salvezza dall’alto, come l’elemosina di chi dà parte del proprio superfluo con pietismo filantropico. Non è questo l’amore di Cristo! Quando Gesù scende nelle acque del Giordano e si fa battezzare da Giovanni il Battista, non lo fa perché ha bisogno di penitenza, di conversione; lo fa per mettersi in mezzo alla gente, bisognosa di perdono, in mezzo a noi peccatori, e caricarsi del peso dei nostri peccati. E’ questa la via che ha scelto per consolarci, salvarci, liberarci dalla nostra miseria. Ci colpisce che l’Apostolo dica che siamo stati liberati non per mezzo della ricchezza di Cristo, ma per mezzo della sua povertà. Eppure san Paolo conosce bene le «impenetrabili ricchezze di Cristo» (Ef 3,8), «erede di tutte le cose» (Eb 1,2).
Che cos’è allora questa povertà con cui Gesù ci libera e ci rende ricchi? È proprio il suo modo di amarci, il suo farsi prossimo a noi come il Buon Samaritano che si avvicina a quell’uomo lasciato mezzo morto sul ciglio della strada (cfr Lc 10,25ss). Ciò che ci dà vera libertà, vera salvezza e vera felicità è il suo amore di compassione, di tenerezza e di condivisione. La povertà di Cristo che ci arricchisce è il suo farsi carne, il suo prendere su di sé le nostre debolezze, i nostri peccati, comunicandoci la misericordia infinita di Dio. La povertà di Cristo è la più grande ricchezza: Gesù è ricco della sua sconfinata fiducia in Dio Padre, dell’affidarsi a Lui in ogni momento, cercando sempre e solo la sua volontà e la sua gloria. È ricco come lo è un bambino che si sente amato e ama i suoi genitori e non dubita un istante del loro amore e della loro tenerezza. La ricchezza di Gesù è il suo essere il Figlio, la sua relazione unica con il Padre è la prerogativa sovrana di questo Messia povero. Quando Gesù ci invita a prendere su di noi il suo “giogo soave”, ci invita ad arricchirci di questa sua “ricca povertà” e “povera ricchezza”, a condividere con Lui il suo Spirito filiale e fraterno, a diventare figli nel Figlio, fratelli nel Fratello Primogenito (cfr Rm 8,29).
È stato detto che la sola vera tristezza è non essere santi (L. Bloy); potremmo anche dire che vi è una sola vera miseria: non vivere da figli di Dio e da fratelli di Cristo.
La nostra testimonianza
Potremmo pensare che questa “via” della povertà sia stata quella di Gesù, mentre noi, che veniamo dopo di Lui, possiamo salvare il mondo con adeguati mezzi umani. Non è così. In ogni epoca e in ogni luogo, Dio continua a salvare gli uomini e il mondo mediante la povertà di Cristo, il quale si fa povero nei Sacramenti, nella Parola e nella sua Chiesa, che è un popolo di poveri. La ricchezza di Dio non può passare attraverso la nostra ricchezza, ma sempre e soltanto attraverso la nostra povertà, personale e comunitaria, animata dallo Spirito di Cristo.
Ad imitazione del nostro Maestro, noi cristiani siamo chiamati a guardare le miserie dei fratelli, a toccarle, a farcene carico e a operare concretamente per alleviarle. La miseria non coincide con la povertà; la miseria è la povertà senza fiducia, senza solidarietà, senza speranza. Possiamo distinguere tre tipi di miseria: la miseria materiale, la miseria morale e la miseria spirituale. La miseria materiale è quella che comunemente viene chiamata povertà e tocca quanti vivono in una condizione non degna della persona umana: privati dei diritti fondamentali e dei beni di prima necessità quali il cibo, l’acqua, le condizioni igieniche, il lavoro, la possibilità di sviluppo e di crescita culturale. Di fronte a questa miseria la Chiesa offre il suo servizio, la sua diakonia, per andare incontro ai bisogni e guarire queste piaghe che deturpano il volto dell’umanità. Nei poveri e negli ultimi noi vediamo il volto di Cristo; amando e aiutando i poveri amiamo e serviamo Cristo. Il nostro impegno si orienta anche a fare in modo che cessino nel mondo le violazioni della dignità umana, le discriminazioni e i soprusi, che, in tanti casi, sono all’origine della miseria. Quando il potere, il lusso e il denaro diventano idoli, si antepongono questi all’esigenza di una equa distribuzione delle ricchezze. Pertanto, è necessario che le coscienze si convertano alla giustizia, all’uguaglianza, alla sobrietà e alla condivisione.
Non meno preoccupante è la miseria morale, che consiste nel diventare schiavi del vizio e del peccato. Quante famiglie sono nell’angoscia perché qualcuno dei membri – spesso giovane – è soggiogato dall’alcol, dalla droga, dal gioco, dalla pornografia! Quante persone hanno smarrito il senso della vita, sono prive di prospettive sul futuro e hanno perso la speranza! E quante persone sono costrette a questa miseria da condizioni sociali ingiuste, dalla mancanza di lavoro che le priva della dignità che dà il portare il pane a casa, per la mancanza di uguaglianza rispetto ai diritti all’educazione e alla salute. In questi casi la miseria morale può ben chiamarsi suicidio incipiente. Questa forma di miseria, che è anche causa di rovina economica, si collega sempre alla miseria spirituale, che ci colpisce quando ci allontaniamo da Dio e rifiutiamo il suo amore. Se riteniamo di non aver bisogno di Dio, che in Cristo ci tende la mano, perché pensiamo di bastare a noi stessi, ci incamminiamo su una via di fallimento. Dio è l’unico che veramente salva e libera.
Il Vangelo è il vero antidoto contro la miseria spirituale: il cristiano è chiamato a portare in ogni ambiente l’annuncio liberante che esiste il perdono del male commesso, che Dio è più grande del nostro peccato e ci ama gratuitamente, sempre, e che siamo fatti per la comunione e per la vita eterna. Il Signore ci invita ad essere annunciatori gioiosi di questo messaggio di misericordia e di speranza! È bello sperimentare la gioia di diffondere questa buona notizia, di condividere il tesoro a noi affidato, per consolare i cuori affranti e dare speranza a tanti fratelli e sorelle avvolti dal buio. Si tratta di seguire e imitare Gesù, che è andato verso i poveri e i peccatori come il pastore verso la pecora perduta, e ci è andato pieno d’amore. Uniti a Lui possiamo aprire con coraggio nuove strade di evangelizzazione e promozione umana.
Cari fratelli e sorelle, questo tempo di Quaresima trovi la Chiesa intera disposta e sollecita nel testimoniare a quanti vivono nella miseria materiale, morale e spirituale il messaggio evangelico, che si riassume nell’annuncio dell’amore del Padre misericordioso, pronto ad abbracciare in Cristo ogni persona. Potremo farlo nella misura in cui saremo conformati a Cristo, che si è fatto povero e ci ha arricchiti con la sua povertà. La Quaresima è un tempo adatto per la spogliazione; e ci farà bene domandarci di quali cose possiamo privarci al fine di aiutare e arricchire altri con la nostra povertà. Non dimentichiamo che la vera povertà duole: non sarebbe valida una spogliazione senza questa dimensione penitenziale. Diffido dell’elemosina che non costa e che non duole.
Lo Spirito Santo, grazie al quale «[siamo] come poveri, ma capaci di arricchire molti; come gente che non ha nulla e invece possediamo tutto» (2 Cor 6,10), sostenga questi nostri propositi e rafforzi in noi l’attenzione e la responsabilità verso la miseria umana, per diventare misericordiosi e operatori di misericordia. Con questo auspicio, assicuro la mia preghiera affinché ogni credente e ogni comunità ecclesiale percorra con frutto l’itinerario quaresimale, e vi chiedo di pregare per me. Che il Signore vi benedica e la Madonna vi custodisca.
Dal Vaticano, 26 dicembre 2013
Festa di Santo Stefano, diacono e primo martire
 

FRANCESCO

lunedì 10 febbraio 2014

11 febbraio: supplica alla Madonna di Lourdes

 
 
 I – Oh Maria, Vergine Immacolata, Madre di Dio, che ti sei degnata
apparire a Lourdes per rianimare la fede del
mondo e attirarlo al tuo divin Figlio nostro Signore Gesù
Cristo; tu che hai scelto per confidente della tua misericordia
un’umile ed innocente fanciulla per insegnare al mondo, rovinato
dalla superbia, tormentato dalla sete di ricchezze e dei
piaceri del senso, nel corso di diciotto apparizioni non hai
cessato con i tuoi sguardi, e con le tue parole di raccomandare
la «preghiera e la penitenza», capaci di piegare il
cielo e disarmare la sua giustizia; Tu, il cui invito commovente,
trasmesso all’universo intero, ha riunito davanti alla Grotta
miracolosa la folla innumerevole dei tuoi figli infermi nel corpo
e nello spirito, o Nostra Signora di Lourdes, eccoci oggi prostrati
ai tuoi piedi con la ferma speranza di ottenere per la tua
potente intercessione le benedizioni e le grazie di Dio.

 Ave Maria….
Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.
 
II – O Madre di misericordia, rifugio dei peccatori, noi ti invochiamo
nostra avvocata. Sì, lo confessiamo, con i nostri peccati
abbiamo offeso il tuo divin Figlio Gesù, e siamo meritevoli dei più gravi castighi.
Ma tu sul calvario, ai piedi della croce, divenisti la nostra
madre; tu sei l’onnipotente per grazia; tu dunque puoi salvarci.
E noi gementi stendiamo a te supplichevoli le mani implorando
misericordia. Pietà di noi, delle nostre anime, delle
nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici e nemici,
della nostra Patria, della misera Europa, di tutto il mondo;
vinci con le dolci attrattive del tuo amore il cuore dei peccatori.
Possano essi convertirsi e ritornare tuoi figli devoti.
Ottienici da Dio il perdono dei peccati, l’amore alle cristiane
virtù, la grazia della perseveranza finale.
 
Ave Maria
Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.
 
III – Oh Maria, Consolatrice degli afflitti, noi confidiamo pienamente in
te, ci gettiamo ai tuoi piedi, ci abbandoniamo come figli nelle
braccia della più tenera fra le madri e da te aspettiamo oggi le sospirate grazie.
Dal tuo trono di clemenza, ove siedi regina, volgi lo sguardo
pietoso sopra di noi, su tutte le nostre famiglie, sull’Italia, sull’Europa, su tutta la Chiesa.
Tu vedi di quante angustie è piena l’anima nostra, quante tristezze
amareggiano la nostra vita! Conforta il nostro dolore,
 asciuga le nostre lacrime, sostienici contro tutti i nemici della
nostra salvezza e contro la nostra debolezza.
Fonte perenne di acqua di vita eterna, guarisci le nostre
infermità spirituali e corporali, rinnova in noi i prodigi del tuo
amore. Soprattutto ottienici le grazie che tu conosci più necessarie all’anima nostra.
Stendi sopra di noi il manto della tua materna protezione,
veglia sopra di noi in vita e specialmente nel punto della nostra morte.
 
Ave Maria
Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.
 
Richiesta di benedizione a Maria

 Prima di allontanarci da te, un’ultima grazia ti domandiamo,
o Nostra Signora di Lourdes: in questo momento solenne, la
tua materna benedizione. Benedici, o Vegine santa, il sommo
Pontefice; concedi il trionfo della religione e la pace all’umana società.
Benedici il nostro Vescovo, il pastore della nostra Parrocchia,
i Sacerdoti. Benedici in modo speciale i nostri ammalati, la gioventù e i nostri bambini innocenti. Benedici infine tutti i tuoi devoti; concedi il tuo costante amore
e fa che, dopo aver imitato le tue virtù in terra, possiamo
meritare di godere con te l’eterna gloria in cielo.

 Salve Regina
Nostra Signora di Lourdes, prega per noi.

venerdì 29 novembre 2013

Novena all’Immacolata Concezione: 29 novembre-7 dicembre.


Novena all’Immacolata Concezione
 




 
 

1. Introduzione

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Vieni Santo Spirito, riempi il cuore dei tuoi fedeli e accendi in noi il fuoco del Tuo amore.

V. Manda il Tuo Spirito, Signore, e tutto sarà ricreato.

R. E rinnoverai la faccia della terra.

Preghiamo.

O Dio, che con il dono dello Spirito Santo guidi i fedeli alla piena luce della verità, donaci di
gustare nel medesimo tuo Spirito la vera sapienza e di godere sempre del suo conforto. Per Cristo

Nostro Signore. Amen.



2. Orazione iniziale
Vergine purissima, concepita senza peccato, tutta bella e senza macchia dal primo istante, Ti venero oggi sotto il titolo di Immacolata Concezione. Il Tuo Divino Figlio mi ha insegnato,

attraverso la Sua stima, rispetto e sottomissione a Te, quali onori e omaggi io Ti dovrei prestare. Tu sei il rifugio sicuro dei peccatori pentiti e per questo ricorro a Te, attraverso questa novena. Sei la Madre di Misericordia cui presento le mie miserie e ti chiedo di aiutarmi, poiché, dopo Gesù, sei tutta la mia speranza. Con la Tua intercessione materna, Madonna piena di bontà e potere presso il Signore, Ti supplico di farmi ottenere … (indicare la grazia spirituale o materiale). Se ciò che Ti chiedo non è per la gloria di Dio ed il bene della mia anima, fammi avere quello che sia più conforme a entrambi.
Amen!


3. Orazione del giorno


 
Primo Giorno




O Immacolata Concezione, questo dolce nome m’invita ad avere fiducia in Te, mi porta
conforto e fortifica la mia Fede. Maria, Madre mia, ho totale fiducia nella Tua potente
intercessione presso il Signore e Ti chiedo di aiutarmi a conservare sempre accesa in
mezzo al mondo la fiamma della Fede, che ho ricevuto nel Battesimo. Sii il mio soccorso,
Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro Padre Celeste, per i meriti di Tuo Figlio, la
grazia di … (enunciare la richiesta). Amen!



Secondo Giorno

O Immacolata Concezione, Tu più di qualunque altra creatura, conosci le mie debolezze
e viltà. O Maria, aiutami a resistere alle tentazioni e Ti prego oggi in modo particolare
per tutti quelli che soffrono nello spirito, nel cuore e nel corpo. Sii il mio soccorso,
Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro Padre Celeste, per i meriti di Tuo Figlio, la
grazia di … (enunciare la richiesta). Amen!



Terzo Giorno

O Immacolata Concezione, Tu hai voluto, a Lourdes e a Fatima, indicarmi l’importanza e
l’efficacia della preghiera e del sacrificio, contribuendo all’opera di salvezza delle anime.
Dammi oggi una sete ardente di preghiera e sacrificio per amore delle anime più bisognose. Sii il mio soccorso, Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro Padre
Celeste, per i meriti di Tuo Figlio, la grazia di … (enunciare la richiesta). Amen!



Quarto Giorno

O Immacolata Concezione, Madre mia, prendimi per mano, conducimi a Gesù, per
scoprire, ascoltare e comprendere senza deformazione e in tutta purezza, verità e
chiarezza, la Parola di salvezza, così come il Tuo Divino Figlio l’ha rivelata. Sii il mio
soccorso, Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro Padre Celeste, per i meriti di
Tuo Figlio, la grazia di … (enunciare la richiesta). Amen!


 
Quinto Giorno




O Immacolata Concezione, Salute degli infermi, che guarisci i malati, prega per loro e
intercedi per me. O Madre mia, sai bene che inciampo e molte volte cado. Aiutami ad
alzarmi dalle mie cadute e a continuare il mio cammino, confidando nella tua materna
sollecitudine. Ti affido oggi specialmente i malati e i disperati. Sii il mio soccorso,
Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro Padre Celeste, per i meriti di Tuo Figlio, la
grazia di … (enunciare la richiesta). Amen!



Sesto Giorno

O Immacolata Concezione, insegnami a vivere tutti i momenti della mia vita alla
presenza di Dio e ad elevare i miei pensieri, il mio cuore e la mia anima al Padre, al
Figlio e allo Spirito Santo. Ti chiedo specialmente che Tu interceda con il Tuo potere e
con il Tuo amore materno per la Santa Chiesa, per il Santo Padre e per tutti i pastori.
Che tutti siano una cosa sola! Sii il mio soccorso, Immacolata Concezione e ottienimi dal
Nostro Padre Celeste, per i meriti di Tuo Figlio, la grazia di … (enunciare la richiesta).
Amen!


Settimo Giorno

O Immacolata Concezione, Ti chiediamo, oggi, con la semplicità dei bambini che,
distaccati dai beni materiali e rassegnati alle sofferenze, camminiamo guidati dalla
pratica delle Beatitudini verso il Regno del Cielo. Così, Madre mia, potremo già su questa
terra cominciare a conoscere la gioia celeste e cantare, con Te: Magnificat. Sii il mio
soccorso, Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro Padre Celeste, per i meriti di
Tuo Figlio, la grazia di … (enunciare la richiesta). Amen!



Ottavo Giorno

O Immacolata Concezione, Consolatrice degli afflitti, guarda le mie sofferenze e i miei
dolori. Sii Colei che rimane sempre con me, anche quando i miei occhi si chiuderanno a
questa terra ed io mi presenterò al Tuo Divino Figlio. Madre mia, custodiscimi sempre al
Tuo fianco e stringimi vicino al Tuo cuore, perché è all’ombra della Croce che sono
diventato Tuo Figlio. Vergine Maria, aumenta giorno per giorno il mio amore verso di Te
ed il Tuo Divino Figlio. Sii il mio soccorso, Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro
Padre Celeste, per i meriti di Tuo Figlio, la grazia di … (enunciare la richiesta). Amen!




Nono Giorno

O Immacolata Concezione, Madre mia, nel vuoto e, molte volte, nell’oscurità della mia
vita, nell’oscurità del mondo moderno nel quale il male è potente, Ti supplico, portaci
speranza e restaura la Nostra fiducia. Intercedi per me presso Tuo Figlio misericordioso,
chiedendoGli il Suo perdono per le mie colpe e per quelle di tutta l’umanità. Sii il mio
soccorso, Immacolata Concezione e ottienimi dal Nostro Padre Celeste, per i meriti di
Tuo Figlio, la grazia di … (enunciare la richiesta). Amen!



4. Preghiere e Orazione finale

Recitare un Padre nostro, un’Ave Maria e un Gloria.


O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!




O Dio, che con l'Immacolata Concezione della Vergine, hai preparato al tuo Figlio una degna dimora e, in previsione della morte di Lui, l'hai preservata da ogni macchia, concedi anche a noi, per Sua intercessione, di giungere fino a Te, in purezza di spirito. Noi Te lo chiediamo per il

Nostro Signore Gesù Cristo. Così sia!


mercoledì 20 novembre 2013

Novena alla Madonna della Medaglia Miracolosa

LA MEDAGLIA MIRACOLOSA

Apparizione della Madonna a Rue du Bac
- Nella notte tra il 18 ed il 19 luglio 1830 -medaglia miracolosa
La Madonna a Santa Caterina Labourè presso la Rue du Bac a Parigi (Francia - 1830):
Allora si fece sentire una voce che mi disse: "Fate coniare una medaglia su questo modello; tutte le persone che la porteranno, riceveranno grandi grazie specialmente portandola al collo; le grazie saranno abbondanti per le persone che la porteranno con fiducia... ".
Riguardo i raggi che provengono dalle mani di Maria, la Vergine stessa rispose:
"Sono il simbolo delle Grazie che io spargo sulle persone che me le domandano".
Pertanto è bene portare la medaglia e pregare la Madonna, chiedendo grazie soprattutto spirituali!

A Medjugorje la Regina della Pace ha nominato la medaglia miracolosa in un messaggio dato a Marija presso la Croce blu il 27 Novembre del 1989.

La Vergine Maria le disse: "Desidero che in questi giorni preghiate in modo particolare per la salvezza delle anime. Oggi è il giorno della Medaglia Miracolosa e desidero che preghiate in particolare per la salvezza di tutti coloro che portano la Medaglia. Desidero che la diffondiate e la portiate perché si salvi un gran numero di anime, ma in particolare desidero che preghiate".
Portiamo la medaglia della Vergine, meglio se al collo, come sigillo e segno di umile e fiducioso affidamento a Lei (Mediatrice di tutte le grazie) che ci permetterà di consacrarci meglio a Cristo per mezzo di Maria. Un'ultima cosa molto importante: preghiamoLa con fede, se non preghiamo non chiediamo, e se non chiediamo non possiamo ricevere le grazie (materiali e spirituali, quest'ultime sono le più importanti). Chiediamo non tanto le grazie materiali, ma la salvezza delle anime, compresa la nostra. Non sottovalutiamo questo aspetto importantissimo. Al resto ci penserà Maria con Suo Figlio Gesù!
 
NOVENA ALLA MEDAGLIA MIRACOLOSA
Iniziare la novena giornaliera con :
1 Segno della croce
2 Atto di contrizione : Mio buon Gesù che per me sei morto sulla croce,abbi pietà di me,perdona i miei peccati e dammi la grazia di non peccare mai più.
3 Lettura del giorno
4 Supplica alla Madonna


NOVENA DELLA MEDAGLIA MIRACOLOSA: preghiera da ripetersi nei nove giorni precedenti la ricorrenza della Medaglia del 27 novembre (esattamente dal 18 al 26 novembre)
O Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa, che, mossa a piet àdalle nostre miserie scendesti dal cielo per mostrarci quanta parte prendi alle nostre pene e quanto ti adoperi per stornare da noi i castighi di Dio e ottenerci le Sue grazie, muoviti a pietà della presente nostra necessità; consola la nostra afflizione e concedici la grazie che ti domandiamo. Salve Regina; O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!
O Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa che quale rimedio a tanti mali materiali e spirituali che ci affliggono, ci hai portato la tua Medaglia affinch éfosse difesa delle anime, medicina dei corpi e conforto di tutti i miseri, ecco che noi la stringiamo riconoscenti sul nostro cuore e ti domandiamo per essa di esaudire la nostra preghiera. Salve Regina; O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!
O Vergine Immacolata della Medaglia Miracolosa, tu hai promesso che grandi sarebbero state le grazie per i devoti della tua Medaglia che ti avessero invocata con la giaculatoria da te insegnata; ecco, o Madre, noi pieni di fiducia nella tua parola, ricorriamo a te e ti domandiamo, per la tua Immacolata Concezione, le grazie di cui abbiamo bisogno. Salve Regina; O Maria concepita senza peccato, prega per noi che ricorriamo a te!

sabato 12 ottobre 2013

Padre Livio: il mese di Ottobre, mese del Santo Rosario.

Cari amici,

il mese di Ottobre ci invita a rinnovare la recita del Santo Rosario.

Riceviamo dalle mani della Madre la corona del Rosario: il Rosario è una scuola di preghiera, il Rosario è una scuola di fede!” ci ha ricordato Papa Francesco.

La Regina della Pace, in questa Sua lunga presenza in mezzo a noi, è stata infaticabile nello spronarci alla preghiera, in particolare a recitare il Santo Rosario:
“La corona del Rosario non è un ornamento per la casa, come spesso ci si limita a considerarla. La corona è un aiuto a pregare”.
“Pregate il Rosario tutte le sere in famiglia”.
“Questo è il tempo della vostra messa alla prova. Col Rosario in mano e l’amore nel cuore venite con me.”
 
“Il Rosario sia per voi un impegno da eseguire con gioia”.
“Vi esorto a invitare tutti alla preghiera del Rosario. Con il Rosario vincerete tutti gli ostacoli che satana in questo momento vuole procurare alla Chiesa cattolica. Voi tutti, sacerdoti, recitate il Rosario, date spazio al Rosario.”
 
“Rivestitevi dell’armatura contro satana e vincetelo con il Rosario in mano”.
“La corona del Rosario sia sempre nelle vostre mani, come segno per  satana che appartenete a me”.
 
“Afferrate il Rosario; solo il Rosario può fare miracoli nel mondo e nella vostra vita”.
“Invito tutti i sacerdoti, i religiosi e le religiose a recitare il Rosario e ad insegnare agli altri a pregare. Figlioli, il Rosario mi è particolarmente caro".
“Quando siete stanchi e malati e non sapete il senso della vostra vita, prendete il Rosario e pregate”.

venerdì 6 settembre 2013

Racconti da Medugorje terra di Pace.

 
ll mio viaggio in questa terra di pace si è concluso il 3 settembre scorso e solo da poche ore comprendo la grandezza dell’incontro con la Regina della Pace: Maria, Madre di Dio. È un’immersione in un ordine soprannaturale, è una fusione con un clima di pace che pervade l’anima, il cuore e la mente. Potrei dire: un anticipo di paradiso! Ogni figlio di Dio è impegnato in una continua relazione di preghiera con il Signore al punto che non pregare rappresenta una mancata occasione di sperimentare la presenza di Cristo nella propria esistenza e un’anomalia essa stessa. Il paradosso? Se nelle nostre vite caotiche, disordinate, in affanno per qualunque situazione la preghiera è un’eccezione, nella terra della Regina della Pace è la regola. Non v’è azione liturgica o umana che non trovi il suo fondamento nella preghiera, ovvero in quell’intreccio d’amore che solo il colloquio con il Creatore può donare. Questa è la forza di Medugorje: la preghiera!
 
La Santa Madre Chiesa, a tempo debito, esaminerà non già e non solo le apparizioni e gli aspetti fenomenologico-mistici dei veggenti o delle esperienze atmosferiche (simili a quelle verificatesi a Fatima), ma l’elemento che contraddistingue qualunque autentica e veritiera esperienza con Dio Padre: la conversione del cuore. Essa nasce dall’incontro con La Verità (Cristo) che se accolta nella sua integrità e senza sottrazioni alla verità stessa (cosa che accade nelle professioni eretiche) rende liberi, liberi di amare il Signore perché Egli stesso ha donato veridicità e quindi libertà all’esistenza. Se ci si lascia amare da Dio, si dev’essere disposti ad investire tutto il proprio essere e mettere a nudo tutto ciò che è nel fondo dell’esistenza, specie ciò che tacciamo per vergogna o mancanza di coraggio. Messa così nelle mani di Gesù, per l’intercessione di Colei che della pace né è La Promotrice, la vita perde la sua strumentale connotazione di insieme d’esperienza quanto più forti o particolari possibili in grado di dare senso e significato al tempo, senza, al contrario, permettere di affrontare ciò che appesantisce il cuore rendendo il quotidiano una continua rincorsa per combattere l’insoddisfazione, la depressione, la mancanza di pace!
 
Ecco cos’è Medugorje: Maria indica Gesù come il Re della Pace. Sussurra ad ognuno dei suoi figli di correre verso l’unica Via, Verità e Vita perché, come Cristo Stesso ci insegna: “Chi rimane in me e io in lui, fa molto frutto, perché senza di me non potete far nulla”. (Gv 14, 6. 15,5). Dunque, Medugorje non è affatto un luogo mariano, ma Il Tempio di Dio, Signore della Pace, in un tempo di guerre: territoriali, relazionali e spirituali. Se di luogo mariano si vuol parlare lo si deve fare nell’ottica espressiva: “Ad Jesum per Mariam”, cioè a Gesù attraverso Maria. La stessa preghiera del Santo Rosario è una preghiera mariana solo ed esclusivamente nell’ottica analizzata poco sopra, ma è teologicamente definibile come uno strumento contemplativo della vita di Cristo Gesù.
In definitiva la garanzia d’essere innanzi ad un luogo in cui appare la Vergine Santa non sono le apparizioni, i 10 segreti, i movimenti atmosferici: affatto! La certezza deriva dai cuori che si riconciliano con Dio-Trinità e in relazione a ciò le oceaniche file ai confessionali, le interminabili “code” per ricevere l’eucaristia e la riappacificazione con sé stessi e il prossimo. Questa è Medugorje, terra di pace. Amen!

mercoledì 14 agosto 2013

15 agosto: Assunzione della Beata sempre Vergine Maria.

Di Piero Bargellini
 
 
Maria compare per l'ultima volta negli scritti del Nuovo Testamento nel primo capitolo degli Atti: Ella è in mezzo agli apostoli, in orazione nel cenacolo, in attesa della discesa dello Spirito Santo. Alla concisione dei testi ispirati, fa riscontro l'abbondanza di notizie sulla Madonna negli scritti apocrifi, soprattutto il Protovangelo di Giacomo e la Narrazione di S. Giovanni il teologo sulla dormizione della santa Madre di Dio. Il termine "dormizione" è il più antico che si riferisca alla conclusione della vita terrena di Maria. Questa celebrazione venne decretata per l'Oriente nel VII secolo con un decreto dell'imperatore bizantino Maurizio. Nello stesso secolo la festa della Dormizione viene introdotta anche a Roma da un papa orientale, Sergio I. Ma trascorse un altro secolo prima che il termine "dormizione" cedesse il posto a quello più esplicito di "assunzione".
La definizione dogmatica, pronunciata da Pio XII nel 1950, dichiarando che Maria non dovette attendere, al pari delle altre creature, la fine dei tempi per fruire anche della redenzione corporea, ha voluto mettere in rilievo il carattere unico della sua santificazione personale, poiché il peccato non ha mai offuscato, neppure per un solo istante, la limpidezza della sua anima. L'unione definitiva, spirituale e corporea, dell'uomo con il Cristo glorioso, è la fase finale ed eterna della redenzione. Così i beati, che già godono della visione beatifica, sono in certo senso in attesa del compimento della redenzione, che in Maria era già avvenuta con la singolare grazia della preservazione dal peccato.
Alla luce di questa dottrina, che ha il suo fondamento nella Sacra Scrittura, nel cosiddetto "Protoevangelo", contenente il primo annunzio della salvezza messianica dato da Dio ai nostri progenitori dopo la colpa, Maria viene presentata come nuova Eva, strettamente unita al nuovo Adamo, Gesù. Gesù e Maria sono infatti associati nel dolore e nell'amore per riparare la colpa dei nostri progenitori. Maria è dunque non solo madre del Redentore, ma anche sua cooperatrice, a lui strettamente unita nella lotta e nella decisiva vittoria. Quest'intima unione richiede che anche Maria trionfi, al pari di Gesù, non soltanto sul peccato, ma anche sulla morte, i due nemici del genere umano. E come la redenzione di Cristo ha la sua conclusione con la risurrezione del corpo, anche la vittoria di Maria sul peccato, con la Immacolata Concezione, doveva essere completa con la vittoria sulla morte mediante la glorificazione del corpo, con l'assunzione, poiché la pienezza della salvezza cristiana è la partecipazione del corpo alla gloria celeste.
 
La Regina della pace a Medjugorje ha risposto all'interrogativo con queste precise parole: "Mi chiedete della mia Assunzione. Sappiate che sono salita al cielo prima della morte" (15 Agosto 1981).

giovedì 1 agosto 2013

Maria e la luce della fede. Padre Livio scrive!

 
Cari amici,
 
Nel messaggio del 25 Luglio la Regina della Pace, in sintonia con l’esortazione del Papa nell’enciclica sulla fede, ci invita tutti a vivere la nostra fede e a testimoniarla col cuore e con l’esempio in ogni modo.
 
La Madonna fin dai primi giorni delle apparizioni ha affermato di essere venuta “per risvegliare la fede” e ha sollecitato i sacerdoti a proteggere la fede del popolo.
 
Lei stessa ha recitato più volte, con grande fervore, il Credo insieme ai veggenti, invitandoci a recitarlo col cuore, aderendo interiormente a ogni verità rivelata. Per questo a Medjugorje il Santo Rosario e i sette Pater, Ave e Gloria sono preceduti dalla recita del Credo.
 
Anche noi dobbiamo inserire il Credo nelle nostre preghiere del mattino e della sera, chiedendo allo Spirito Santo il dono della sapienza e dell’intelletto, per capire la profondità delle parole che pronunciamo.
 
La fede, quando non è solo una pratica esteriore, è una grande luce che illumina e trasforma la vita, perché ci rende intimi del Signore Risorto che ci dona il suo amore.
 
Il mondo incredulo, immerso nelle tenebre della menzogna e della morte, ha bisogno di testimoni che dimostrino con la loro vita che Dio è una presenza amica. Questo è il nostro compito come figli della Regina della Pace.
 
Però questo ci sarà possibile solo se decidiamo “di stare lontani dal peccato e dalle tentazioni”, perché, se noi stessi siamo prigionieri del male, non siamo credibili. Tocchiamo il cuore dei lontani se vedono nel nostro cuore “la gioia e l’amore per la santità”.
 
Perché la nostra fede non sia morta ma viva, abbiamo bisogno dell’aiuto della Madonna. Lei ci prende per mano, ci tira fuori dalla palude e ci ottiene dall’Altissimo tutte le grazie di cui abbiamo bisogno.
 
Mai come oggi c’è bisogno che la nostra fede risplenda davanti agli uomini, accecati dalla presunzione, perché camminino nella luce della verità verso il traguardo della vita eterna.

Vostro Padre Livio

lunedì 1 luglio 2013

Antonio Socci: Di Maria non siamo mai sazi. E’ la creatura più dolce, la via privilegiata per arrivare a Dio.

 
Un grande del giornalismo religioso, parla di Maria e del fenomeno Medjugorje. Lo fa alla sua maniera, semplice ,ma appassionata. Ci riferiamo al giornalista Antonio Socci, un nome,una garanzia di serietà ed anche di competenza. Socci, chi è Maria?: “ ma guardi,la sua domanda mi e ci richiederebbe ore di lunga e piacevole conversazione, ma mi limito a risponderle così: di Maria non ne abbiamo mai a sufficienza, Maria non basta mai”. In che senso, Maria non basta mai?: “ lei è la discepola perfetta, colei che ha detto sia fatta la tua volontà senza alcuna certezza solo e semplicemente credendo,e non mi pare cosa di poco conto. A noi tutti, Maria da un esempio di fiducia e di fede nel suo Figlio, poi lei, una semplice ragazzetta di campagna, per niente colta, ha avuto il privilegio di darci e donarci il Figlio di Dio. Ora si comprende il mistero e la gloria di Maria”?. E aggiunge: “ vi sarà anche un motivo se, nelle litanie lauretane, viene chiamata Regina degli Angeli. Lei è Regina degli Angeli in quanto assisa tra di loro, canta la gloria di Dio e a lui ci porta, ecco chi è Maria, Madre nostra e della Chiesa, colei che ci ripaga di ogni sconfitta e di ogni fatica”. Certamente è così. Ma i soliti tromboni ,che non mancano mai, spesso,guardano alla devozione mariana e alla pietà popolare con la puzza sotto il naso,quasi come se fosse una cosa di seconda categoria: “ sbagliano. Intanto è lo stesso Vangelo che ci dice che la fede è dei semplici e non degli scienziati o di coloro che presumono di saper tutto e poi non sanno nulla. La pietà popolare invece, è importantissima, perché rappresenta il senso della fede del popolo di Dio e in questa pietà popolare Maria ha il suo spazio”. Vi è chi ravvisa una mariologia zuccherosa: “ insisto, Maria, merita rispetto e ammirazione. Certo ,se qualcuno si avvicina a lei con animo infantile o con mire interessate allora sbaglia. Di Maria dobbiamo avere la massima fiducia, è nostra madre ed una madre non ci potrà mai tradire”.

Le apparizioni mariane: “ ecco appunto. Nella sua saggezza la Chiesa non le impone, lascia liberi i fedeli di crederci o no, non appartengono ai dogmi,sono rivelazioni e come tali vanno prese, lo ha sempre detto il Magistero della Chiesa, lo hanno ribadito Giovanni Paolo II e l’allora cardinale Ratzinger. Ma che siano semplici rivelazioni private non implica che non abbiano valore. Sono importanti e ci aiutano a consolidare la nostra fede spesso traballante”. In che senso ci aiutano: “ io invidio chi vive di certezze, chi non ha mai dubbi. Ma sotto -sotto penso che colui il quale affermi di essere un uomo di tal fatta alla fine crolli. Maria è una donna umile,ma ha dalla sua la forza della fede, non pretende di spiegare cose impossibili. Crede per fede,senza cercare spiegazioni razionali o astruserie”.

Tra le apparizioni hanno destato e destano scalpore e qualche polemica di troppo, quelle di Medjugorje. Un Arcivescovo Emerito, esorcista e persona degna, ha parlato di fenomeno satanico ,lei condivide?: “ assolutamente no, del resto quell’affermazione piuttosto incauta ed esagerata, è stata poi corretta da padre Amorth che ha detto esattamente l’opposto. Ritengo che la prudenza della Chiesa sia corretta, ma che neppure possa rifiutarsi in blocco Medjugorje per l’alto numero di conversioni o di sacramenti. Poi le edico anche che Giovanni Paolo II, uomo dik Dio, lo ha varie volte detto alla presenza di testi: se non fosse stato Papa sarebbe andato a Medjugorje, segno che non ci vedeva alcun inganno di Satana”. E la prudenza della Chiesa?: “ la condivido ,un atto dovuto,ma non significa ostilità tanto meno pregiudizio, infatti i pellegrinaggi, sia pur non guidati da Vescovi, si possono fare come fedeli. Poi trovo assurdo litigare sulla Madonna, colei che dona pace, dona speranza e felicità. Diamo tempo al tempo, e proclamiamola Regina degli Angeli”.

Bruno Volpe - Tratto da http://pontifex.rm.it

martedì 21 maggio 2013

La Madonna e la sacralità del Grembo materno - Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria



Messaggio del 16 maggio 1985:Cari figli, vi invito ad una preghiera più attiva e all'ascolto della Messa. Desidero che ogni vostra Messa sia esperienza di Dio. Voglio dire in particolare ai giovani: siate aperti allo Spirito Santo, poiché Dio vi vuole attirare a sé in questi giorni in cu satana è all'opera'. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!



MESSAGGIO del 25 Marzo 1997.Cari figli, oggi v'invito, in modo particolare, a prendere fra le mani la Croce e a contemplare le piaghe di Gesù. Chiedete a Gesù di guarire le ferite che voi, cari figli, avete ricevuto nel corso della vita a causa dei vostri peccati odi quelli dei vostri genitori. Solo cosi' capirete, cari figli, che al mondo è necessaria la guarigione della Fede in Dio Creatore. Per mezzo della Passione e della Morte di Gesù in Croce comprenderete che solo con la preghiera potrete diventare anche voi veri apostoli della Fede, vivendo, nella semplicita' e nella preghiera, la Fede che è un dono. Grazie per aver risposto alla mia chiamata".
LA CONSACRAZIONE DEL GREMBO MATERNO
 
La cappella dell'Oasi della Pace è stracolma, ma questo non impedisce ai pellegrini di infilarsi dentro spingendo senza badare a quelli già entrati! Fuori, grappoli umani sono appesi alle finestre e cercano di vedere l'avvenimento del giorno... Marija Pavlovic Lunetti è in ginocchio sul gradino dell'altare con gli occhi leggermente alzati. Le sue labbra si muovono appena e il suo viso ha un'espressione grave; si direbbe che questa sera stia succedendo qualcosa di molto particolare perché la Gospa resta più a lungo del solito. E' il 12 aprile 1997 e a Medjugorje sono le 18:45. Nello stesso momento a Sarajevo il Santo Padre andando alla Cattedrale, scopre la vastità dei quartieri in rovina. Marija si rialza e il nostro amico Tim riprende la scena, con la sua pesante videocamera. Immortalerà la storia sconvolgente che uscirà dalle labbra di Marija, grazie alla quale ancora oggi la Gospa scopre e guarisce le ferite segrete di molte donne. Marija si mette di fianco al tabernacolo e si indovina dalla sua espressione gioiosa che parlerà a cuore aperto. Oggi è un gran giorno: "E' la prima volta che il Santo Padre viene nel mio paese", ha detto questa mattina. "Molti glielo hanno sconsigliato, ma sarebbe venuto anche a piedi, malgrado la sua debolezza, tanto desiderava venire! Viene veramente come portatore di pace in mezzo a queste rovine." Aveva appena visto alla televisione lo sguardo del Papa mentre guardava la capitale distrutta dai bombardamenti e segnata dalla morte. "Già ieri la Gospa ha pregato con me per lui. Ci chiede di pregare molto per lui, per la sua salute... è il più caro dei suoi figli!
Questa sera la Gospa è apparsa felice, ci ha salutàti, ci ha benedetti tutti con le mani tese..." Fra i presenti, poveri e ricchi hanno un unico sguardo, un solo orecchio e un solo cuore perché tutti sanno che Maria ha ascoltato il loro intimo grido e li ha guardati. Tutti aspettano da Marija una parola, una frase, un messaggio, non fosse altro che una particella di cielo per poter continuare la strada in modo diverso. Come sono belli questi volti fissi verso l'Invisibile, come sospesi al di sopra della loro pesantezza! Marija racconta l'amore di Maria per il Papa, Sarajevo distrutta... ed a un tratto, senza logica apparente comincia una stona... Una donna profondamente ferita è venuta a trovare Marija e le ha detto: - Vengo da te perché non ho il coraggio di vedere un prete, non oso andarmi a confessare. Sai, ho fatto otto aborti! Ho paura che il prete si indigni e mi scacci dal confessionale. Ma credo che tu possa fare qualcosa: puoi chiedere alla Madonna di aiutarmi. Sono profondamente depressa, la mia sofferenza è diventata così forte che non riesco più a dormire. Sai, mio marito era contrario alla vita. Non avevamo molti mezzi. Ora non posso più avere figli. Ogni aborto era un nuovo shock per me. Sono venuta perché tu mi raccomandi alla Gospa. Puoi farlo? -Marija, si, è sempre pronta a fare amare e proteggere la vita. Ha ascoltato questa donna con amore e l'ha affidata a Maria la sera stessa. La Gospa ha pregato per lei e, contro ogni attesa, ha espresso una speranza straordinaria a suo riguardo, quella che lei ripone in ogni suo figlio, in particolare quando tutto sembra umanamente senza via d'uscita: "Ormai, è lei che sarà portatrice di vita per gli altri," ha detto a Marija. Questa donna si è riconciliata con Dio, seguendo il consiglio di Maria è andata a confessare tutti i suoi peccati a un prete e la scoperta della misericordia ha trasformato talmente il suo cuore, che oggi testimonia con potenza la guarigione dalle sue angosce. Il suo cuore è in pace con Dio e gusta finalmente la gioia di vivere. Va a trovare le donne che vogliono abortire per parlare loro della sua esperienza, e la sua testimomanza le dissuade dall'uccidere il loro bambino. E' lei, ora, a perorare la causa della vita! Va negli ospedali, anche in quello in cui aveva fatto i suoi aborti, e ha una grande influenza! Spiega a Marija: "Faccio tutto il possibile per convincere le madri. Prima prego, poi racconto la mia storia e tutta l'inquietudine che avevo nel cuore". Aggiunge: "La vita è così breve, mi devo affrettare, devo correre! Non solo in nome dei miei figli ma per tanti altri che rischiano di essere abortiti!"
Ecco come la nostra Madre desidera agire in ciascuno di noi. Ben lontana dall'offendersi per le nostre ferite di morte, lei le trasforma in sorgenti di vita. Meglio ancora: Gesù e lei sono attirati dalle nostre ferite. Se soltanto noi offrissimo a Gesù tutto il male che si è accumulato in noi, lui ci guarirebbe per mezzo delle sue piaghe, eternamente gloriose. Quando Maria ci guarda come Madre, vede forse i nostri peccati, queste immonde macchie che velano la nostra voce e i nostri occhi? Lei, la "Tutta Pura", fa forse delle smorfie di disgusto? Fa forse quelle osservazioni farisaiche che fioriscono nelle nostre conversazioni mondane? Quando nostra Madre ci guarda, il suo sguardo oltrepassa gli strati opachi delle nostre tenebre per contemplare l'impronta divina nel nostro intimo, là dove nessun male ha potuto toccarci e dove risplende, più del sole, lo splendore del Creatore. Ammira e brucia di amore. In questa donna, nostra sorella e amica, ha visto subito l'impronta divina: "Lei sarà portatrice di vita !" Chi avrebbe il coraggio di chiedere alla Madre di misericordia di cambiare gli occhiali?! Di cambiare la messa a flioco?! Sappiamo che fra le mille e una voce delle nostre accuse subdole è lei, la Madre, che vede giusto perché vede grande e vede bello. Alcuni amici di Medjugorje mi avevano chiesto di tenere delle conferenze in California. Arrivata a San Francisco mi sono accorta che le strade erano belle, ricche, pulite, ma vuote di bambini... morte! Chiedo aiuto alla Gospa supplicandola di mettere nel mio cuore le parole del Suo cuore materno verso questa società in cui si legalizzano a migliaia gli assassinii a nove mesi di gravidanza con la parola trabocchetto di "aborto terapeutico". La risposta non si è fatta attendere. Alla prima occasione di parlare in pubblico, ho dunque riferito l'ispirazione che avevo ricevuto nella preghiera: "Satana è arrabbiato contro la vita umana, vuole distruggerla a tutti i costi e cancellarla definitivamente dal mondo.
Resistetegli! Secondo lo spirito di Maria a Fatima e a Medjugorje (dove invita a consacrarsi individualmente), propongo che tutte le donne consacrino il loro "grembo materno" al suo Cuore Immacolato, cioè? Le donne sposate per esempio possono dire a Maria: "Ti offro questa parte del mio corpo, ti appartiene. Tutto ciò che vi avverrà serva ai tuoi piani e alla volontà di Dio. Sarai tu che deciderai quanti bambini vi saranno concepiti e nasceranno alla vita. Proteggi questa parte preziosa da ogni impurità, da ogni malattia e da ogni azione che ti impedisca di realizzare quello che desideri. Che sia il riflesso del tuo incomparabile grembo materno. Benedici in anticipo i bambini che nasceranno, benedici quelli che sono già stati concepiti. Guariscimi dalle consegnenze e dalle ferite di tutto quello che ti ha addolorato nel passato e, se questo luogo ha ospitato la morte per aborto spontaneo o procurato, ripara in me tutti i danni causati da questo fatto e accogli nel tuo grembo materno l'esserino che ho perso. Madre cara, che tutto quello che è mio, sia tuo, come tu hai reso mio quello che è tuo..." Con qualche variante una bambina, una ragazza o una signora non sposata, possono fare la stessa consacrazione. Una ragazza consegna a Maria il suo avvenire materno e il potenziale di vita che porta in lei perché si sviluppi secondo la grazia di Dio, sia preservato da ogni attacco satanico e non dia mai adito al peccato. Una persona che soffre di solitudine e di non poter essere madre modificherà la sua consacrazione includendovi questa dimensione molto importante del martirio segreto che vive e che già da solo è sufficiente a far nascere migliaia di "ritorni alla vita" nell'economia della Salvezza. Per quanto riguarda le nonne, hanno la possibilità di consacrare il loro passato e la loro discendenza. Certamente i mariti hanno la loro parte in questa consacrazione, ed è auspicabile! A San Francisco un uomo aveva chiesto a sua moglie di farsi legare le tube dopo il loro secondo figlio; ma con le lacrime agli occhi mi ha confidato che ora avrebbero fatto di tutto, con l'aiuto dei medici, per rendere possibile una nuova gravidanza. Una coppia mi ha detto: "Questa consacrazione di coppia ci ha fatto l'effetto di una liberazione. Avevamo paura della vita, paura dell'avvenire. Ora c'è una nuova gioia fra noi, siamo aperti alla vita. Che Maria ci dia tutti i figli che Dio ha previsto per la nostra famiglia!" Il barometro della felicità risale quando l'uomo rispetta e onora il grembo femminile, grazie al quale è nato, prima di tutto quello di sua madre, ma anche quello di sua moglie, quello delle donne intorno a lui, quello delle figlie... Ci sono grandi benefici quando gli uomini pregano con tutto il cuore perché le donne assomiglino alla Madre di Dio, la più bella di tutte le donne e non ai tristi modelli delle riviste! In una situazione dolorosa, che faccia delle vittime innocenti e impedisca questa consacrazione di coppia, la Gospa ispira, nelle preghiera, cosa fare e mostra a ciascuno, caso per caso, la meravigliosa fecondità che Dio ha preparato per ognuno singolarmente. L’altro giorno vicino alla chiesa ho incontrato il mio piccolo Paolo di sette mesi. Troneggiava nel suo passeggino, felicissimo in mezzo alla folla. Suo padre si è avvicinato: - Sorella, guardi questo bambino! Deve la vita alla Gospa! Ricorda i messaggi che ci ha comunicato a Lisieux l'anno scorso... - Come? - Si, mia moglie ed io avevamo per così dire "fermato i bambini"; ma dopo Lisieux abbiamo detto a Maria che poteva servirsi di noi per la vita e un anno dopo è nato Paolino! Osservo il bambino con tenerezza, effettivamente ha qualcosa di particolare...! Gli carezzo la mano quando ad un tratto mi dona un sorriso radioso, il più bel sorriso (sdentato) che abbia visto in un bambino così piccolo, un palpito di ciglia di gioia perfetta. Mi sono innamorata di Paolo immediatamente e nei giorni seguenti l'ho cercato e cercato... invano! I suoi genitori erano ripartiti per la Francia... Paolino quando sarai grande cerca di ritrovarmi! Forse potrai aiutare la Gospa a gridare al mondo che il rimedio contro la nostra cultura di morte è la consacrazione al suo Cuore Immacolato. Potrai aggiungere con cognizione di causa: "Affidate la vostra fecondità alla Madonna che cerca dei grembi materni per deporvi e benedirvi tutti i figli che il Padre sogna di dare sia alla terra che al cielo!"


CONSACRAZIONE AL CUORE IMMACOLATO
della B.V. MARIA di FATIMA
O Vergine Santa, Madre di Gesù e Madre nostra, che sei apparsa a Fatima ai tre pastorelli per recare al mondo un messaggio di pace e di salvezza, io mi impegno ad accogliere questo tuo messaggio.
Mi consacro oggi al tuo Cuore Immacolato, per appartenere così più perfettamente a Gesù. Aiutami a vivere fedelmente la mia consacrazione con una vita tutta spesa nell'amore di Dio e dei fratelli, sull'esempio della tua vita.
In particolare Ti offro le preghiere, le azioni, i sacrifici della giornata, in riparazione dei peccati miei e degli altri, con l'impegno di compiere il mio dovere quotidiano secondo la volontà del Signore.
Ti prometto di recitare ogni giorno il Santo Rosario, contemplando i misteri della vita di Gesù, intrecciati ai misteri della tua vita.
Voglio vivere sempre da vero figlio tuo e cooperare perché tutti Ti conoscano e amino come Madre di Gesù, vero Dio e unico nostro Salvatore. Così sia.
- 7 Ave Maria -
Cuore Immacolato di Maria, prega per noi.